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Un weekend sui Monti Dauni nel borgo di Bovino

È uno dei buoni propositi per questo 2017.
Dedicare del tempo alla mia Puglia (quella che chiamo Segreta) e scoprire, almeno una volta al mese, un luogo che non conoscevo.

Gli inizi di Febbraio mi hanno portata a Bovino, un paese dei Monti Dauni che custodisce un borgo medioevale dichiarato tra i più belli d’Italia
Questo paese, che guarda dall’alto il vasto Tavoliere, in realtà nasconde numerosi titoli di cui ero all’oscuro. Oltre ad essere dal 2003 uno dei borghi più belli d’Italia, fa parte di “Bandiere Arancioni” dal 2013 ed è “città d’arte” dal 2016. Città d’arte perché, seppur piccolino, ha ben 4 musei: il Museo Civico, il Museo della Civiltà Contadina, il Museo Diocesano e la Biblioteca Diocesana con Archivi.

Ma Bovino non è solo musei. I Monti Dauni si vivono facendo esperienze, lentamente. La vita qui scorre lenta e credo non ci sia modo migliore per staccare la spina e allontanarsi dalla frenesia della città.

Quindi, cosa si può fare durante un weekend a Bovino?

Affacciarsi sui Monti Dauni

Appena lasciata la macchina, ci siamo ritrovati su un balcone vista monti. Sono stata richiamata da quel panorama, dalla quiete, dal fischio del vento. Ho immaginato quello stesso paesaggio varia durante le stagioni: dal marrone arido di questo periodo al dorato del grano nel mese di Maggio. Nelle giornate più fortunate si riesce a vedere Foggia e l’intero Tavoliere.

Visitare il centro storico

Il centro storico di Bovino va visitato lentamente, ci si perde tra i mille violetti, ci si lascia inebriare dai profumi delle cucine, si osservano le vecchiette di paese – rigorosamente col fazzoletto in testa – mentre chiacchierano. Ciò che mi ha colpito è che il centro storico è un tappeto di coppi marroncini, un puzzle perfetto in cui spicca sempre la torre dell’orologio della Residenza Ducale.

Meravigliarsi del romanico pugliese davanti alla Cattedrale

Il romanico pugliese, rappresentato nella Cattedrale di Bovino, può essere riassunto in poche parole: imprecisione e mix di stili differenti. E con imprecisione non intendo dire che il progettista non fosse capace. La facciata, così come l’interno, è totalmente asimmetrica. La chiesta, dedicata a Santa Maria Assunta, è stata costruita probabilmente verso la fine del VIII secolo o inizi del IX, utilizzando materiali di età romana provenienti da altri edifici.

Farsi radere al Scapicchio Barber Shop

Questo è stato uno dei momenti in cui avrei voluto essere uomo e avere la barba!
Sincerità a parte, il Scapicchio Barber Shop di Bovino è gestito da una delle più antiche famiglie a praticare l’arte del rasoio: dal 1820 e da ben 5 generazioni. Qui, il rito della rasatura a mano libera avviene come ai vecchi tempi e con un’accurata attenzione verso il cliente; il trattamento di bellezza dura ben 50 minuti e riguarda tutto il volto. Al momento, la famiglia Scapicchio, è diventata il volto immagine della Proraso, organizzano corsi di formazione, ai quali partecipano anche stranieri, in cui insegnano l’antica e particolare arte della rasatura.
Mario ha promesso di tornarci per un’occasione speciale, ti racconteremo meglio!

Toccare con mano la storia antica

Da amante dei libri e di storia quale sono, le ore trascorse nella Biblioteca Diocesana ed annessi archivi, sono state le mie preferite. Si tratta della fusione del fondo recuperato dalla biblioteca dei Guevara e della biblioteca vescovile, per un totale di circa 14.000 volumi. Qui, è possibile toccare con mano documenti antichi risalenti al 1100! Per lo più atti notarili scritti in latino su pelle di pecora e, per quanto antichi possano essere, è incredibile la precisione di ogni singola lettera o rigo, dei disegni che rappresentavo le firme dei notai, dei testimoni. File, file intere di tomi antichi di ogni genere (dizionari, libri sui mestieri, sulle armi, opere di diversi scrittori) dalle particolari rilegature.
Sarei rimasti lì per ore a sfogliare ogni libro!

Baciarsi sotto l’archetto

Un po’ di romanticismo ci vuole ogni tanto. Per caso ci siamo imbattuti in questo romantico arco di un bianco splendente, che mi hanno fatto pensare a Vieste ed Ostuni. “Chi passa sotto quest’arco e si da un bacio se lo ricorderà per tutta la vita”. E non lo immortali questo bacio?

Provare la cucina locale

Quando ci siamo informati sul dove mangiare, all’unisono, ci è stato consigliato il ristorante “La Cantina”. Ambiente piccolo ricavato da un vecchia cantina appunto e pochi coperti. È un locale a km 0, non solo i prodotti sono tutti locali, ma prodotti direttamente dal proprietario nella sua azienda agricola. Proprio per questo è difficile consigliare un piatto in particolare, poiché il menù dipende sempre dalla disponibilità degli ingredienti. Se presenti, consigli vivamente i formaggi – io ho preferito quello al limone – accompagnati dalla marmellata di spinatrign (prugnolo selvatico), i pezzédde e broccoli (maltagliati con cime di rapa), la salsiccia stagionata di maiale nero, oltre ai più famosi: pancotto, cacio in terrina e fagioli con le rape.

Indirizzo Ristorante “La Cantina” Via Marcantonio Verzilli, 8, 71023 Bovino (FG) – vivamente consigliata la prenotazione

Dormire nella Residenza Ducale

Durante il nostro weekend a Bovino siamo stati ospiti della Residenza Ducale. Si tratta di un mix di stili ed epoche differenti, il primo “pezzo” ad essere costruito fu la torre normanna. Per circa 400 anni i duchi Guevara vissero all’interno della Residenza ma, a seguito dell’Unita d’Italia della proclamazione della Repubblica, nel 1961 sono costretti a fuggire e vendere la proprietà. La Residenza venne acquistata dalla Diocesi ed oggi, oltre al museo diocesano, parte della struttura è stata trasformata in albergo. 

Indirizzo Residenza Ducale – Castello di Bovino, www.residenzaducale.it

Siamo andati via con una piccola promessa. Tornare e fare nuove esperienze.
Come ho detto poco più su, i Monti Dauni si vivono facendo esperienze.

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