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Cara Bangkok, ti ho amata

Bangkok non è per tutti, ne sono partita consapevole, con la paura che quell’amore nato a distanza si rovinasse una volta arrivata sul posto. Ma non è stato così, Bangkok mi è entrata dritta dritta nel cuore, si è impossessata di me, con i suoi pregi ed i suoi difetti. Si è lasciata amare ed io ho l’ho amata.

Troppe volte ho letto “Bangkok o la ami o la odi“, quasi a convincermi che forse forse non facesse per me. Non amo la confusione ma la quiete mi annoia, per quanto ami il cibo assaggio sempre un po’ titubante, amo scoprire luoghi diversi ma, allo stesso tempo, il diverso mi spaventa. Sono quindi un controsenso vivente, lo ammetto.
Forse è per questo che ti ho amata, cara Bangkok. Perché, per quanto distanti, siamo molto simili: siamo ricche di controsensi.

Khao San Road

Cara Bangkok ti ho amata perché, quel 14 Agosto, appena uscita dall’aeroporto, ti sei appiccicata addosso e non mi hai mollata più. Ti penso ogni giorno, penso alle tue contraddizioni ed il tuo essere affascinante contemporaneamente. Sei la capitale di una paese chiamato Thailandia, derivante da thai (=libero, indipendente) eppure il tuo popolo non ha poi così tanta libertà di parola, di pensiero, di vita.
Cara Bangkok ti ho amata perché per la prima volta sono uscita davvero dalla mia zona di comfort, per la prima volta ho avuto difficoltà ad orientarmi in una nuova città, perché per la prima volta ho mangiato cibo diverso dal mio, perché mi hai e mi sono messa alla prova. Direi che questa prova l’abbiamo ampiamente superata.
Cara Bangkok ti ho amata per i tuoi monsoni. Amo la pioggia e odio gli ombrelli, le tue inaspettate piogge che mi coglievano di sorpresa mi hanno permesso di fare ciò che più amo: camminare sotto l’acqua incurabile di tutto.
Cara Bangkok ti ho amata ad ogni angolo delle tue strade, ad ogni incrocio impossibile da attraversare, ad ogni veicolo incurante di noi pedoni, ad ogni vicolo buio e isolato – quelli della prima sera, quando stavo troppo male per prendere decisioni ed era Mario a guidarmi.

Bancarelle di street food
Cara Bangkok ti ho amata ad ogni tuo baracchino di street food, di cucine improvvisate e profumi nuovi perennemente sotto al naso (anche alle 7 di mattina).
Cara Bangkok ti ho amata perché non ti importa poi tanto come appari agli occhi degli altri, sei come una giovane bellissima ragazza un po’ altezzosa: chi ti ama, ti segue.
Cara Bangkok ti ho amata per i tuoi mille profumi che invadono le strade, i templi, i negozi a tutte le ore del giorno. I profumi del cibo, dei fiori, degli incensi!
Cara Bangkok ti ho amata per i monaci sfuggenti e quelli che, invece, benedivano le persone per strada tra un cumulo di spazzatura ed un banco di fiori.
Cara Bangkok ti ho amata perché ho avuto la fortuna di conoscerti grazie ad una persona del posto, ho avuto modo di vedere la tua vera anima.

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Cara Bangkok ti ho amata nonostante tu mi abbia messa a dura prova, con il tuo caldo e l’umidità insopportabili per una come me (che soffre di pressione bassa).
Cara Bangkok ti ho amata nonostante i continui e insistenti richiami dei tuk tuk.
Cara Bangkok ti ho amata nonostante l’aria condizionata a palla capace di mandarti in ipotermia.
Cara Bangkok ti ho amata nonostante l’impossibilità di trovare un taxi con tassametro nelle ore di punta.
Cara Bangkok ti ho amata nonostante tuoi forti e netti contrasti.
Cara Bangkok ti ho amata nonostante il piccante, il primo approccio con una cucina differente!

Cara Bangkok, semplicemente, ti ho amata perché sei così dannatamente vera.
Come si fa a non amare un “qualcuno” che non nasconde la sua vera natura?

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