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Chamois ed i 5 sensi

Al giorno d’oggi, in un mondo che trasborda di tecnologia e mezzi di trasporto, sembra un’utopia il pensiero di un luogo senza macchine e cemento a perdita d’occhio.
Eppure in Valle d’Aosta c’è un piccolo paesino dove le automobili sono state bandite ed è raggiungibile solo in funivia o piedi. Vi sto parlando di Chamois.

Chamois. Anche solo pronunciandolo, viene da pensare ad un piccolo borgo con le sue viuzze rampicanti sui monti e piene di fiori.
Appena usciti dalla funivia si viene travolti da un’aria diversa, diversa da quella che siamo abituati a respirare ogni giorno.
E’ pulita e fresca, tanto fresca che se mi concentro sul respiro la sento entrare dalle narici e piano piano scendere, gola e polmoni. Una vera e propria purificazione dall’aria che giornalmente inspiriamo.
E’ risaputo che l’aria non ha un odore, eppure nelle poche ore trascorse a Chamois ho sentito un odore diverso dal solito: non era pesante o travolgente ma, semplicemente, puro e pulito.

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Proseguiamo verso l’unica piazza di questo minuscolo paese: tipiche case in legno scuro, un’altra funivia che procede verso l’alto ed un bar con tavolini e sdraio.
E poi c’è il Municipio, lo vedi e pensi: può il Comune avere una struttura così carina?
L’occhio vuole la sua parte. Se tutto fosse più curato e colorato, sono sicura che affronterei le giornate diversamente. Credo sia così per i pochi abitanti di Chamois: escono di casa e avanti ai loro occhi hanno solo meraviglie… a partire dal Comune, dai fiori coloratissimi che pendono dai davanzali e le enormi distese verdi.

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In tantissimi centri urbani della Valle d’Aosta è frequente trovare le fontane di acqua di sorgente. E’ potabile e allieterà l’enorme sete che avrete dopo aver camminato ore ed ore lungo i sentieri. Voi probabilmente sentirete caldo – se come me vi recate qui in estate – ma l’acqua sarà ghiaccio fuso e vi chiederete: perché? E’ la natura, l’unica risposta che sono riuscita a darmi. E’incontaminata, l’uomo non c’entra nulla eppure è così buona (anche essendo insapore, proprio come l’aria è inodore).

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Ho il brutto vizio di toccare e sfiorare qualsiasi cosa – e per questo Mario mi prende sempre in giro – ma attraverso il tatto si posso percepire tante cose che magari non riusciremmo ad avvertire solo guardandole. I nodi di quel legno enorme e scuro, l’erba ancora bagnata dalla rugiada, i petali dei fiori.

E poi c’è il suono ed è pace assoluta. Le uniche cose che si possono sentire è il vento che scorre tra i rami degli alberi, le risate delle persone o le campane della chiesa che scandiscono le ore, o ancora semplicemente il rumore dei vostri passi lungo i sentieri.

Per chi è abituato alla città ed ai suoi rumori, tutto questo potrebbe risultare una noia mortale. Vi invito a partire, raggiungere un luogo come Chamois e ascoltare, vedere, assaporare, toccare e odorare tutto quello che la natura ed un posto incontaminato hanno da offrire. Ne sentirete presto la mancanza.

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