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Cosa vedere a Koh Samui: templi e mercati

Koh Samui, solitamente, è la tappa finale durante un viaggio in Thailandia, gli ultimi giorni di relax prima di tornare a casa. Ma per chi, come me, non riesce a stare ferma più di 2 ore sulla spiaggia, Koh Samui ha molto da offrire sia a livello paesaggistico che culturale. Saliamo in sella al motorino e via alla scoperta della più grande isola del Golfo Thailandese!

Ero partita priva di aspettative su Koh Samui, anzi… sono partita con l’idea di un isola tremendamente turistica, affollata, vita notturna e cocktails, solo mare e null’altro da vedere. Ho messo piede sull’isola e mi sono innamorata.
Non solo non rappresenta nulla di quello che ho appena detto, ma è perfetta per chi ama esplorare, ricca di natura, a tratti un pizzico selvaggia (molto meno rispetto a Koh Tao). Complice, forse, agosto che volgeva verso la fine non ho trovato l’isola colma turisti.
La vita notturna si concentra in determinati punti dell’isola (Chaweng, Lamai, Fisherman’s Village) e non è nulla di troppo caotico o “pericoloso”; ci sono i baracchini dei cocktail – a prezzi irrisori – sparsi per le vie principali. Le spiagge enormi, sabbia bianca fine, lunghe e per niente affollate, sono state lo scenario di diversi pranzi e cene.

Wat Phra Yai (o Big Buddha)

Il tempio più famoso dell’isola quello del Big Buddha (ingresso gratuito e stole in prestito, qualora saresti troppo “scoperto”). Posto su un isoletta a largo di Koh Samui, è facilmente raggiungibile grazie alla strada che collega le due isole. Ciò che colpisce maggiormente di questo tempio sono sicuramente le dimensioni del Buddha, visibile sin da lontano. Per di più, per raggiungerlo, si percorre una alta scalinata dalla quale si ha una vista, non indifferente, sul litorale dell’isola. 

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Wat Plai Lamei

Poco distante dal Big Buddha, c’è il Wat Plai Lamei: un Buddha, anch’esso enorme, dalle 18 braccia. Ad esso sono affiancati un Buddha cinese sorridente ed un un tempio che racchiude in se elementi della tradizione cinese e thailandese. I tre templi sono collocati su tre piattaforme differenti su un piccolo lago. Cosa caratterizza questo posto? I colori forti e le rappresentazioni del Buddha diverse dal solito.

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Proprio vicino al Wat Plan Lamei, c’è una scuola e verso le 17 – quando bimbi tornano a casa – il cortile diventa un luogo di gioco e di canti. Siamo stati lì a guardarli, da dietro un cespuglio, per più di mezz’ora: correvano avanti e dietro, le maestre provano a tenere l’ordine, cantavano (forse l’inno). Un piccolo pezzo di vita quotidiana che porterò sempre dentro di me.

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Fisherman’s Village di Bo Phut

Il Fisherman’s Village di Bo Phut è stato che ho tanto amato quanto odiato. Siamo arrivati qui poco prima di pranzo, per mangiare e poi crogiolarci sulla spiaggia ma la mia prima impressione non è stata delle più positive. Il “villaggio dei pescatori” è pullulare di hotel rinomati, ristoranti e spa costose vista mare; tra tutto questo brillare, siamo riusciti a trovare una botteguccia che ci ha fatto mangiare, con pochi bath, uno dei nostri migliori pranzi thailandesi.
Un’unica stretta via, alte palme a costeggiarla, molto easy e chic allo stesso tempo nonostante il nome che, a primo acchito, fa pensare a qualcosa di tremendamente rustico e da poche pretese.

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Mercato diurno di Lamai

Il mercato diurno di Lamai è stato ciò che di più autentico e per niente turistico visto a Koh Samui, e ancora non sono sicura se mi sia piaciuto o meno. Qui si può osservare la gente del posto fare la spesa o svolgere il proprio lavoro, sbirciare tra i banchi e scoprire nuove verdure, nuovi frutti, oppure comprare i piatti d’asporto o mangiare sul posto.

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Mercato notturno e Food Court di Chaweng

Chaweng è stata “casa” per i nostri 4 giorni a Koh Samui ed il mercato notturno ha fatto da sfondo alle nostre serate sull’isola. Negozi, bancarelle, locali notturni e ristoranti, centri massaggi sono onnipresenti sulla Chaweng Walking Street. Altro luogo amato e diventato tappa fissa per ogni cena è stato il Food Court: banchetti che vendono il cibo (thailandese, messicano, vietnamita etc) ed una sfilza di tavoli e sedie, un ambiente semplice e piacevole per trascorre una serata dopo le corse in motorino.

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