Cosa vedere a Phnom Penh in due giorni

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I due giorni a Phnom Penh sono stati un duro scontro con la realtà, il passato e la storia di questo paese. Phnom Penh, come tutta la Cambogia, porta grosse ed evidenti cicatrici ancora da rimarginare.

il mio taccuino – aeroporto di phnom penh, 13 dic 2018

Phnom Penh è diversa da tutto il resto della Cambogia.
Phnom Penh è capitale e metropoli, aree finanziare, grattacieli, il traffico.
Poi, piano piano, camminando per le sue strade ti rendi conto che non è poi così diversa.
Cambia solo il vestito ma l’anima, graffiata e resistente, è la stessa.

Prima di partire per questo viaggio non ero sicura dell’itinerario giusto per scoprire la Cambogia, non ero sicura di cominciare da Battambang e non dalla capitale; non ero certa di sapere cosa vedere a Phnom Penh se non due luoghi in particolare. Poco importa da dove si inizi a visitare questo paese, l’importante è passare da Phnom Penh.

Come raggiungere Phnom Penh

⋙ VOLO – La capitale cambogiana è raggiungibile in volo da tutto il mondo (probabilmente con qualche scalo). Noi abbiamo fatto il viaggio inverso, da Phnom Penh a Bangkok, con AirAsia: essenziale, comodo e veloce – costo volo + bagaglio in stiva circa €80 a persona.

⋙ BUS/MINI VAN – La Cambogia ha una fitta rete di bus e minibus con la quale ci siamo trovati bene per l’intero viaggio. Abbiamo raggiunto (in circa 6 ore) Phnom Penh con un comodo bus Giant Ibis da Sihanoukville, biglietto acquistato al momento all’agenzia Giant Ibis – costo circa €11.

⋙ BARCA – per gli amanti dei ritmi lenti, ma davvero lenti, da Luglio a Marzo è possibile raggiungere Phnom Penh in barca da Siemp Reap. Un lungo viaggio di circa 8 ore sulle acque del Tonle Sap per il quale non tutti optano date le scarse condizioni di sicurezza, quindi bisogna valutare bene l’avventura. È possibile fare lo stesso tipo di viaggio anche dal Vietnam, da Can Tho (Ho Chi Min) a Phnom Penh.

Cosa vedere a Phnom Penh

Visitare Tuol Sleng (S21) e Choeung Ek (Killing Fields)

Senza troppi giri di parole: sono i luoghi dell’orrore cambogiano.
Sono i primi due posti da inserire in ogni lista di “cosa vedere a Phnom Penh”.
Il primo, Tuol Sleng o anche S21, è stato il centro di massima segretezza di 200 prigioni circa, dove la gente veniva torturata dai Khmer Rossi. Era un’importante scuola superiore prima che i Khmer Rossi la trasformassero in luogo di torture e morte dal 1975 al 1979. L’edificio venne ribattezzato Ufficio di Sicurezza 21 (S-21).

Qui furono imprigionate tra le 12.000 e 20.000 persone. Solo 12 sono i sopravvissuti confermati.

Camminare in quei corridoi, in quelle stanze enormi ma rese minuscole e invivibili dai Khmer Rossi, nel silenzioso giardino in cui svolazzano numerose farfalle bianche, sentire un senso di angoscia e di stretta alla gola. Cammino, mi siedo, osservo qualcosa, mi incanto completamente rapita e trasportata da ciò che le mie orecchie sentono. Testimonianze dei Khmer Rossi, di ciò che hanno fatto, delle torture e come avvenivano; testimonianze di quei pochi sopravvissuti e storie d’amore. È incredibile come, in tutto questo orrore, l’amore trovi il suo spazio.

Lunghe ed enormi pareti con i loro volti. I volti di chi da quella prigione non è più uscito vivo. Donne, uomini, anziani e bambini. Cammino mentre lungo la mia schiena si fa spazio un enorme brivido che non va più via.

Choeung Ek (Killing Fields), invece, è stato il più grande Campo della Morte della Cambogia.
Un ex-frutteto equipaggiato anche di corrente elettrica (caso raro per quegli anni) per permettere le esecuzioni notturne, prontamente coperte con numerosi e potenti inni trasmessi ai megafoni.
Molti morti provenivano proprio da Tuol Sleng, bendati e trasportati in camioncini, costretti a scavare la propria fossa e giustiziati a bastonate o coltellate.

86 fosse comuni contenenti 8.985 corpi.
43 attendono ancora di essere portate alla luce.

Camminando in questo enorme spazio verde, ancora oggi, di tanto in tanto, le piogge portano allo scoperto pezzi di vestiti intrappolati tra le radici, ossa.
Le ossa recuperate vengono conservate nella stupa buddista posta all’entrata del campo.

Per quanto io possa provarci, non sono posti, sensazioni, emozioni facili da raccontare.
Sono luoghi da visitare.
Perché trovarsi davanti ad un albero che, all’apparenza, ti fa pensare a qualcosa di “felice” e, allo stesso momento, sentire nell’audio guida: “Su questo albero i neonati venivano sbattuti con la testa fino a frantumargli il cranio […]”… mette ancora oggi i brividi.

Questo è stato uno dei punti in cui mi sono chiesta a lungo "fotografo o non fotografo?", qui mi sono chiesta quanto l'informazione è più importante del rispetto.

TIPS

Per l’intera giornata ci siamo affidati ad un tuk tuk driver per fare il giro di tuol sleng, choeung ek e russian market. prezzo 20$ in due

Informazioni utili Tuol Sleng e Choeung Ek

Choeung Ek, al contrario di Tuol Sleng, si trova fuori città a circa 15 km verso sud.
• In entrambi i siti la visita si svolge in autonomia guidati da un’ottima audio-guida in italiano (stra-consigliata, senza la visita non avrebbe senso) e da una mappa.
• I costi di ingresso sono per Tuol Sleng 5$ + 3$ audioguida, per Choeung Ek 3$ + 3$ audioguida.
• Ricordiamo che si tratta di luoghi della memoria, il rispetto è alla base della visita: parlare a bassa voce, abbigliamento adeguato, in alcune zone è proibito scattare foto, non fumare.
• Nel Museo di Choeung Ek, posto a destra dell’ingresso, è possibile vedere un breve documentario sulla la scoperta dei campi, è inglese con sottotitoli se non ricordo male. Lo consiglio a chiunque, anche la semplice visione.

Palazzo Reale e Silver Pagoda

Impossibile non vederlo dal lungo fiume, specialmente di sera quando tutto illuminato. Il palazzo reale (costo ingresso 25.000 riel) domina il piccolo skyline di Phnom Penh; essendo la residenza ufficiale del Re non è visitabile interamente ma solo alcune zone. È possibile visitare la sala del trono e la famosa Silver Pagoda, così chiamata per avere il pavimento completamente ricoperto da oltre 5000 mattonelle d’argento da 1 kg ciascuna.

I mercati

I mercati più famosi sono il Russian Market (St 155), chiamato così perché la comunità russa negli anni ’80 veniva a fare acquisti qui. È possibile comprare di tutto: abbigliamento, souvenir e anche oggetti artigianali. Se, invece, si preferiscono i Night Market c’è quello sul lungofiume (angolo tra St 110 e Preah Sisowath Quay), come tutti i mercati notturni è possibile sia fare acquisti sia mangiare. C’è una grande zona con gli stand laterali ed è possibile cenare o ai tavoli o sul tappeto enorme comune posto al centro della piazza. Se optate per quest’ultima opzione, ricordate di togliere le scarpe.

Il lungofiume

Credo che il lungofiume sia la parte più viva di Phnom Penh, dove gli abitanti trascorrono la maggior parte del loro tempo. È incredibile vedere come si anima alla sera, come piano piano tutto inizi a sbrilluciare e illuminarsi. I carretti di street food sono numerosi, c’è gente che pratica ginnastica e gente che, semplicemente, si siede sui gradini e passa il suo tempo in compagnia.

cosa vedere a phnom penh, lungofiume

Crociera sul Mekong al tramonto

In realtà consiglio di fare la crociera sul Mekong appena arrivati in città, per rilassarsi dopo il lungo viaggio e per avere subito un quadro generale della città e da una prospettiva differente. Ciò che non dimenticherò facilmente è la differenze delle due sponde di Phnom Penh: da un lato la metropoli, i grattacieli e dall’altro gente che vive su barche e case in legno di dubbia sicurezza. Se camminate sul lungo fiume vedrete che saranno le crociere a cercare voi, la scelta è davvero ampia e non è necessario prenotarla in anticipo.

TIPS

noi abbiamo fatto la crociera con crocodile cruise (sito internet > www.crocodilecruise.com), partenza alle 16:30 rientro alle 18:30 – prezzo 15$ a persona. Avevamo bevande e stuzzichini illimitati, un piatto di frutta fresca. Il personale è stato davvero gentile e poco invadente, eravamo meno 10 persone quindi perfetto per godersi in tranquillità la crociera.

Aperitivo all’FCC

Se si conosce Terzani, si conosce anche l’FCC. Si tratta di un acronimo, Foreign Correspondents’ Club, ed era il centro d’incontro di tutti i giornalisti stranieri che operavano a Phnom Penh. Una splendida struttura coloniale sul lungofiume che oggi è stata convertita in hotel e bar/ristorante. È possibile sia cenare sia prendere un semplice drink aperitivo (15$ in due, cocktail e stuzzichini), come abbiamo fatto noi. L’happy hour è dalle 17 alle 19.

Dove mangiare a Phnom Penh

  • Friends (215 St 13 – 16$ in due). È possibile mangiare per una buona causa? A Phnom Penh, e in tutta la Cambogia, sì. Si tratta di ristoranti gestiti da associazioni umanitarie che aiutano i giovani, e non solo, ad inserirsi nel mondo del lavoro. Friends è uno di questi e noi abbiamo mangiato benissimo: curry e Lok Lak.
  • Noodle House (32 St 130 – 11$ in due). Sembra che a Phnom Penh ci siamo una particolare passione per i noodles, special modo nel quartiere cinese. Qui i noodles sono fatti a mano al momento, è possibile ordinarli sia in zuppa che fried. Si mangia rigorosamente con bacchette e chiedere una forchetta è difficilissimo – ci hanno portato prima un coltello e poi un cucchiaio.
  • Locale senza nome (163 St 19 – 7$ in due). Per il miglior pranzo in città! A differenza degli altri è un posto abbastanza spartano ma è stato tutto ottimo e a prezzi ridicoli. Noodles all’uovo e pollo e il Lok Lak più buono del viaggio.

Cosa e dove comprare a Phnom Penh

Non sono un’amante dello shopping ma prediligo le cose utili e che, in qualche modo, possano ricordarmi il viaggio. A Phnom Penh ho scoperto Rajana Craft (61c St 450), poco lontano dal Russian Market. Dal loro sito:

“Rajana è un’impresa sociale senza scopo di lucro puramente cambogiana che aiuta a sviluppare il talento artistico e creativo cambogiano. Offriamo ai produttori rurali opportunità e formazione nella produzione e commercializzazione di prodotti artigianali.”

Hanno tessili di ogni tipo, gioielli, spezie, ceramiche e articoli decorativi per la casa. Io ho acquistato un anello, di cui tutti mi chiedono dove lo abbia acquistato, e una confezione regalo di pepe di Kampot, da portare a casa.

Se invece si è appassionati di beauty e cura del corpo, suggerisco il marchio Coco Khmer (ingredienti 100% naturali e organici), io l’ho trovato in aeroporto ma credo sia reperibile anche in città. Un altro caso di azienda 100% cambogiana, che fornisce una stabilità finanziaria, un’istruzione e servizi sociali, a lungo termine, alle persone svantaggiate. Inoltre, trattandosi di prodotti a base di cocco, stanno creando una nuova industria che dia opportunità ai piccoli agricoltori e alle persone che vivono in comunità rurali e urbane poco servite.

Io ho optato per un profumatissimo scrub corpo e piedi zenzero e lemongrass, il profumo è indescrivibile.

A Phnom Penh è possibile trovare i loro prodotti da:
Green O Farm #216CD St. 63
Digby’s Grocer & Cafe North-west corner of St. 63 & St. 306
The Flicks 1. #39b St.95
Cambodia Creations #116 St.113
7 Stars Market South West corner of St. 155 & St. 456

Dove dormire a Phnom Penh

Abbiamo alloggiato al Penh House & Jungle Addition (70 Street 244), vicino alla Silver Pagoda e Palazzo Reale. Il contesto è davvero bello e particolare, in perfetto stile giungla ma pur sempre curato ed elegante. C’è la piscina e il bar/ristorante annesso dove poter consumare un drink o la colazione, quella continentale è davvero ricca – tanto che ne abbiamo presa una x2. In più c’è il servizio tuk tuk direttamente fuori dalla struttura, con il quale abbiamo fatto la gita di un giorno (come descritto sopra) e il tragitto per l’aeroporto

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