Nata per Viaggiare http://www.nataperviaggiare.com Travel Blog di Alessia Musella Mon, 18 Jun 2018 18:44:18 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.9.6 https://i2.wp.com/www.nataperviaggiare.com/wp-content/uploads/2016/07/cropped-geo-targeting.png?fit=32%2C32 Nata per Viaggiare http://www.nataperviaggiare.com 32 32 117337526 Isole Tremiti in giornata: come, quando e curiosità http://www.nataperviaggiare.com/isole-tremiti-in-giornata/ http://www.nataperviaggiare.com/isole-tremiti-in-giornata/#comments Tue, 12 Jun 2018 17:11:37 +0000 http://www.nataperviaggiare.com/?p=2962 Ore trascorse in fretta, sulle Isole Tremiti, ma con una lentezza e piacevolezza non indifferente,  di quelle cose che mi fanno pensare: sono nel posto giusto,  nel momento giusto, con le persone giuste! Riassumerei così la mia giornata alle Isole Tremiti. Lo scrivo e ancora non mi sembra possibile che io abbia realizzato questo mio […]

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Ore trascorse in fretta, sulle Isole Tremiti, ma con una lentezza e piacevolezza non indifferente, 
di quelle cose che mi fanno pensare:
sono nel posto giusto, 
nel momento giusto,
con le persone giuste!

Riassumerei così la mia giornata alle Isole Tremiti.
Lo scrivo e ancora non mi sembra possibile che io abbia realizzato questo mio piccolo grande sogno. Sono stata alle Isole Tremiti, le perle dell’Adriatico o Isole Diomedee. Di nomi, di storie e di leggende queste isole ne nascondono tantissime e mai avrei immaginato di avere delle perle così speciali a due passi da casa. Nella mia testa le avevo già disegnate come luoghi speciali e di una bellezza rara, ma non immaginavo così tanto.
Le isole Tremiti erano un sogno così grande da non voler portare la macchina fotografica con me; volevo godermele, volevo assimilarle, volevo capirle. E così è stato.

Partiamo da un po’ di curiosità sulle Isole Tremiti

👉 sono isole della Puglia e fanno parte del Parco Nazionale del Gargano. Non è scontato, molti per la vicinanza credano siano isole abruzzesi;
👉 l’arcipelago è composto da 5 isole: San Nicola, San Domino, Capraia, Cretaccio e Pianosa;
👉 la popolazione parla un dialetto nato dall’incrocio del napoletano e ischitano, questo perché Ferdinando II nell’800 popolò le isole con pescatori provenienti da Ischia e mercanti del Regno delle Due Sicilie;

👉 tutte le isole sono state generate da un terremoto: parte della terra garganica si è distaccata formando l’arcipelago. Capraia, invece, è nata dallo schiacciamento delle placche terrestri. San Nicola rappresenta un caso raro: si è ribaltata, ciò che vediamo fuori dall’acqua in realtà si trovava sotto;
👉  Pianosa è lontana 20 miglia dalla costa garganica e rientra interamente nella Riserva Marina Integrale, vale a dire: divieto di balneazione e di approdo entro i 500 metri, divieto assoluto di pesca e divieto di fare immersioni;
👉 sull’isola di San Nicola è presente un carcere importante a livello storico, dove i prigionieri in confino erano detenuti comuni, politici antifascisti, gay e libici. Tra i politici mandati qui ci sono l’ex Presidente della Repubblica Sandro Pertini e Andreotti;
👉 i fondali delle Isole Tremiti nascondono tesori inestimabili, a livello faunistico e floristico, ma anche reperti storici come il piroscafo Lombardo facente parte della flotta di Garibaldi per la Spedizione dei Mille e un aereo della Seconda Guerra Mondiale. In tutto sono 13 i siti archeologici subacquei.
👉 Ultimo ma non meno importante, tra l’Isola di San Nicola e Capraia, dal 1998, è presente una statua di Padre Pio alta circa 3 metri realizzata da uno scultore foggiano, Domenico Norcia. La statua è considerata la più grande al mondo.


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Isole Tremiti, come arrivare

in traghetto o aliscafo da Termoli (Molise) o Rodi Garganico, Peschici, Vieste e Manfredonia (Puglia). A seconda del porto di partenza la durata varia dai 50 minuti alle 2 ore;
in elicottero da Foggia o Vieste, la durata del volo è di circa 20 minuti.

Per la nostra prima volta alle isole Tremiti ci siamo affidati all’aliscafo NGV in partenza da Termoli, partendo la mattina alle ore 8:40 e rientrando il pomeriggio alle ore 17:50. Un biglietto andata e ritorno, ad inizi Giugno (considerata ancora bassa stagione) è costato circa €50.

Come visitare le isole Tremiti in giornata

Ricordo ancora i giorni scorsi ad organizzare la mia giornata alle isole Tremiti, in meno di 12 ore avrei voluto vedere il mondo intero. Come sempre, la realtà non combacia mai con la fantasia. Anzi, nel momento in cui ho messo piede a San Domino, ho sentito la necessità di fare le cose con calma, senza fretta; perché io, su quelle isole, voglio tornarci e scoprire cose nuove. Questa prima volta abbiamo avuto un quadro generale delle isole, delle numerose cale, delle storie e delle leggende che celano.
Quindi, se come prima volta, volete avere una visione generale dal mare, le opzioni sono 3:

tour turistico in barca dalla durata di un’ora e mezza, costo circa 17€
noleggio gommone e giro in autonomia, dalle ore 9 alle ore 17, costo €70-150 a seconda della grandezza
tour semi-privato, durata circa 3 ore, costo €20

Prima di partire, pubblicai un post sul mio profilo privato in cui cercavo consigli sulle isole ma, soprattutto, cercavo un barcaiolo che mi portasse in giro per le isole, al quale potevo fare le mie domande e sentire le sue storie.


E l’ho trovato!
Si chiama Andrea, è un giovane tremitese, la mattina è un pescatore e il resto della giornata fa innamorare i turisti delle sue isole. Quando ci siamo sentiti per accordarci aveva detto il che giro sarebbe durato circa 3 ore. E così non  è stato! Anzi, ha detto chiaramente “non dura mai veramente 3 ore, si fa sempre più tardi!“.

Le storie, le leggende o i suoi semplici racconti di vita erano pieni di amore e passione; quell’amore che, personalmente, mi commuove e fa tremare il cuore. Una di quelle persone che ascolterei per ore! Se hai bisogno dei suoi contatti mandami una mail e sarò stra-felice di passarteli. Questa opzione rientra assolutamente nel tour semi-privato, la barca non ospita più di 10 persone compreso Andrea. E se lui non è disponibile non dispiacerti, farà in modo di aiutarti a trovare qualcun altro, perché alle Isole Tremiti esistono altri 8 ragazzi come Andrea: giovani pescatori e innamoratissimi della loro casa! 

#TIPS >> Se volete effettuare l’escursione con Andrea, vi consiglio di raggiungere le isole prima delle ore 10, poiché l’appuntamento per partire con il giro è alle ore 10 

Cosa visitare alle isole Tremiti

Vorrei poter trasmettere tutto l’entusiasmo rimastomi dopo (e anche durante) l’escursione con Andrea. Sono rimasta soddisfatta al 100% e se dovessi tornare alle isole Tremiti effettuerei di nuovo il giro con lui. Questo perché con lui sono riuscita ad avere un quadro generale delle isole, della loro storia, delle leggende, delle cale di San Domino e delle storie nascoste dietro ai loro nomi

Sapevi il motivo per il quale Cala Zio Cesare si chiama così? Cesare era un abile pescatore partenopeo e, ai tempi, era difficile pescare alle Isole Tremiti così fu mandato qui per essere messo alla prova. Nel frattempo, però, gli isolani si erano affezionati alla sua persona e, nel momento cui sarebbe dovuto tornare a casa, gli hanno offerto la possibilità di essere il primo guardiano del faro di San Domino. La cala, adiacente al faro, prende il nome da lui. “Zio” perché qui al sud abbiamo l’abitudine di chiamare zio/zia una persona cara nonostante non ci sia nessun rapporto di sangue.

Cala delle Arene

#TIPS >> Se cercate una caletta in cui trascorrere l’intera giornata, Andrea consiglia Cala Zio Cesare: c’è il sole tutta la giornata (fino alle 17:30/18) ed è possibile ripararsi sotto enormi alberi dalla forma di ombrellone

Quando visitare le isole Tremiti

Questa è una bella domanda, specialmente se le isole non sono proprio dietro l’angolo per te. Ho la fortuna di essere pugliese e vivere nel nord della Regione, quindi in circa 2 ore riesco a trasportarmi in paradiso. Ma veniamo alla vera domanda: quando visitare le isole Tremiti? Secondo me l’ideale sono le prime settimane di Giugno e Settembre. Specialmente se si tratta di un mordi e fuggi, è il periodo giusto per goderne appieno senza trovare un marasma di gente.

Cala delle Viole

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Weekend a Budapest: cosa fare e vedere in 3 giorni http://www.nataperviaggiare.com/weekend-a-budapest/ http://www.nataperviaggiare.com/weekend-a-budapest/#comments Thu, 18 Jan 2018 11:08:22 +0000 http://www.nataperviaggiare.com/?p=2808 Un mazzo di rose ed un bigliettino. Così sono venuta a conoscenza del nostro weekend a Budapest. Un regalo di Mario per il viaggio rinunciato in Marocco. Probabilmente avrei dovuto aspettarmelo, la sua testa sarebbe dovuta scoppiare per quante volte ho espresso il desiderio di vedere Budapest in inverno, con i mercatini di Natale e […]

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Un mazzo di rose ed un bigliettino.
Così sono venuta a conoscenza del nostro weekend a Budapest. Un regalo di Mario per il viaggio rinunciato in Marocco. Probabilmente avrei dovuto aspettarmelo, la sua testa sarebbe dovuta scoppiare per quante volte ho espresso il desiderio di vedere Budapest in inverno, con i mercatini di Natale e la neve, magari. La capitale ungherese ha deluso molte persone, a tante altre invece è piaciuta. Sono partita con la sensazione che di Budapest, alla fin fine, mi sarei infatuata. Così è stato! Può sembrare antica, decadente, a tratti “trasandata”, ma io la definirei semplicemente vintage. Proprio così, Budapest ha un fascino vintage! E mi auguro lo conservi, e preservi, per sempre.

Weekend a Budapest: come raggiungere Budapest

Personalmente abbiamo raggiunto la capitale ungherese con un volo WizzAir dall’aeroporto di Bari. I voli sono stati acquistati a Settembre per Dicembre a circa €70, senza bagaglio in stiva, ma è possibile trovare voli anche a prezzi inferiori. A proposito di bagaglio, WizzAir era famosa per le dimensioni ristrette del bagaglio a mano e ci sono ottime notizie: da poco la politica è cambiata ed il bagaglio potrà essere il classico 55x40x23 cm e massimo 10 kg. Nessuna borsetta, zaino, porta pc aggiuntivo ma solo ed esclusivamente un collo.

Weekend a Budapest: come raggiungere il centro di Budapest dall’aeroporto

I modi per raggiungere il centro di Budapest sono diversi, dai più economici ai più cari: pullman, metro, taxi. Come ci era stato suggerito dall’hotel, abbiamo utilizzato l’autobus 100E fino ad Astoria, costo della singola corsa 900 HUF (circa €3,00). Si tratta di un autobus che collega esclusivamente l’aeroporto al centro di Pest e viceversa; le fermate dall’aeroporto sono Kalvin Tér -> Astoria -> Deak Ferenc Tér, dal centro all’aeroporto il bus salta la fermata ad Astoria. I biglietti si acquistano direttamente alla fermata.

Weekend a Budapest: come spostarsi

Da grandi appassionati e amanti delle camminate eravamo indecisi se acquistare un abbonamento o qualsiasi carta per i mezzi pubblici ma, viste le temperature e la possibilità di ripararci ogni tanto, abbiamo acquistato il carnet da 10 biglietti – a testa – ad un costo di 3000 HUF (circa €10,00). I biglietti sono validi per metropolitana, tram e bus, escluso il 100E che ha una tariffa speciale. Come ci aspettavamo, 10 biglietti a testa sono stati decisamente troppi, nonostante il freddo abbiamo camminato molto a piedi – anche 16 km in un giorno – e sono avanzati quasi la metà. Le distanze sulle mappe sembrano più grandi rispetto alla realtà, con nostra sorpresa raggiungevamo i punti di nostri interesse in pochissimo tempo e con facilità. Budapest, a mio parere, è perfetta da girare a piedi… anche d’inverno! Abbiamo utilizzato i tram per spostarci lungo e attraverso il Danubio, e la metropolitana per raggiungere le terme Széchenyi ed il parco Varosliget.

Weekend a Budapest: cosa vedere a Budapest in 3 giorni

Christams Fair Market e Vörösmarty tér

Nel periodo natalizio è doverosa una visita ai mercatini di Natale, sono stati uno dei motivi per i quali ho desiderato visitare Budapest d’inverno. Sono sparsi in varie piazze della città, quella più grande e più famosa è Vörösmarty tér, poi Erzsébet tér, Deák Ferenc tér, Fővám tér, davanti alla Basilica di Santo Stefano. Cosa si trova ai mercati? Cibo, tantissimo cibo locale, dal lagos al goulash, il kurtoskalacs, mulled wine, würstel, spezzatini e zuppe varie. Oltre al cibo, c’è anche tanto artigianato.

Quartiere ebraico e street art

Il quartiere ebraico lo considero un museo a cielo aperto, sia per la street art sia per gli edifici. Camminando per le sue vie si avverte subito quel senso di decadenza, nonostante esso sia uno dei quartieri principali per la movida notturna; allo stesso tempo, però, si rimane colpiti dai numerosi palazzi nobiliari e dalla street art che spunta nei momenti e nei luoghi che non ti aspetti.
Un luogo da visitare all’interno del quartiere ebraico è la Grande sinagoga di Budapest, la più grande d’Europa e la seconda nel mondo, dopo quella di New York. L’architettura è mista, ha racchiuso in se stili di diverse religioni (neobizantina, neoromanica e moresca) e quindi unica nel suo genere. Oltre alla Grande Sinagoga, con il biglietto d’ingresso (costo 3000 HUF = 10€) si può visitare il cimitero, il Tempio degli Eroi, il Memoriale e il Museo Ebraico.

Un altro punto, importante per la storia degli ebrei a Budapest, è il Memoriale delle Scarpe sul Danubio. Si tratta di un’opera in memoria del massacro degli ebrei da parte dei miliziani durante la seconda guerra mondiale; dopo averli imprigionati nelle loro case, i miliziani decisero di uccidere le proprie vittime lungo le rive del Danubio, solo dopo aver rimosso le proprie scarpe.

Terme

Mi è difficile pensare ad un viaggio a Budapest senza provare, almeno, una delle sue terme. Prima di partire avevo segnato sul taccuino quelle che avrei voluto provare, escludendo le Szecheny a causa del prezzo e della troppa fama… e quali abbiamo provato? I bagni Szecheny (si pronuncia ciscni)! Di sera, con circa 0°C esterni e quasi 30°C nell’acqua, i vapori, il relax assoluto.

Come funzionano?
Dopo aver acquistato il biglietto (4900 HUF = €15 – dopo le ore 19, con armadietto) e ricevuto il braccialetto, ci si dirige verso gli spogliatoi – divisi tra uomini e donne. Qui si sceglie il proprio armadietto, si ripongono borse e vestiti, e si chiude appoggiando il proprio braccialetto magnetico. All’interno degli spogliatoi sono presenti le docce e i bagni dove ci si può cambiare. Nulla di più semplice, a me ovviamente era partita l’ansia poiché non avevo trovato info dettagliate su come funzionassero le terme. Ah, da portare:

– costume
– accappatoio/asciugamano (volendo si possono noleggiare all’interno delle terme)
– ciabatte

Come raggiungere: linea 1 della metro fino a Szecheny fürdo

Chiesa di San Mattia

Da amante, appassionata, ossessionata sin da bambina della principessa Sissi, quando ho letto che nella chiesa di San Mattia sono stati incoronati Sissi e Franz, ho pensato immediatamente di volerla visitare! Credetemi, ne vale la pena! È una chiesa particolare nel suo genere, sia esternamente sia internamente. Già dall’esterno ha catturato sin da subito la mia attenzione con il suo stile neogotico, i tetti ricoperti da piastrelle colorate e dentro, avviene la magia. Sarei rimasta a osservarla per ore senza stancarmi mai ed è difficile scrivere o spiegare la bellezza di questa chiesa. A mio parere, rientra tra i luoghi da vedere assolutamente durante una visita a Budapest – e lo dico non da credente ma da appassionata di architettura.

Biglietto d’ingresso alla chiesa 1500 HUF = €5

Parlamento di Budapest

Probabilmente il luogo simbolo per antonomasia di questa città. Se penso a Budapest, ormai, mi viene in mente uno degli ultimi attimi vissuti lì: sulla riva del Danubio, a Buda, il sole calava e ho capito quanto fosse vero, la città si tingeva di blu e il Parlamento si accendeva piano piano. È maestoso, elegante, sotto lo sguardo vigile del castello reale. È possibile visitare il Parlamento internamente, con una visita guidata in italiano ma bisogna prenotare la visita online sul sito ufficiale (2200 HUF = circa €8). Per questioni di tempo noi non siamo riusciti a visitarlo all’interno ma è, senz’altro, un valido motivo per tornare.

Bastione dei Pescatori

Uno di quei luoghi che sembrano tirati fuori da una favola, ecco cosa penso guardando il Bastione dei Pescatori, ricordando il meraviglioso panorama su Pest. Eppure la sua funzione era ben lontana dalle favole, era stato costruito e dato “in affidamento” ai pescatori per difendere quel tratto di mura durante il Medioevo. Le 7 torri dalle quali è composto simboleggiano le 7 tribù magiare che fondarono il paese.
La visita è gratuita, ad esclusione di una piccola parte del Bastione.

Come raggiungere: a piedi o con la funivia da Clark Adám ter

Collina Gellért e Monumento alla Libertà

Buda è la parte collinare della capitale ungherese, quella sulla riva sinistra del Danubio, dove si trovano il Castello e la Cittadella. Se si è alla ricerca di un luogo per vedere Pest dall’alto, a mio parere, la collina Gellért e il Monumento alla Libertà sono perfetti! Lunghi sentieri tra gli alberi spogli, in inverno, e terrazze panoramiche di tanto in tanto per godersi il panorama e rilassarsi.

Il Monumento alla Libertà, invece, si trova in cima alla collina Gellért e fu’ costruito nel 1947 per celebrare la liberazione di Budapest dal nazismo. Si tratta di una figura femminile, alta 14 metri, che regge la palma della vittoria. Se da un lato si gode della vista su Pest, dall’altro si scopre un’insolita Buda nascosta dietro la collina.

Mercato Centrale

Seppur Budapest abbia diversi mercati coperti, il Mercato Centrale è il più grande e famoso della città. È pieno di turisti, specialmente al secondo piano dove si trovano maggiormente souvenir, ma qui è possibile avere un affaccio sulla vita quotidiana degli ungheresi; si tratta di un mercato quindi i locali ci si recano per fare la spesa: carne, frutta, verdura, spezie. Ideale per portare a casa souvenir gastronomici, come piace a me.

Il Mercato Centrale è facile da raggiungere: si trova alla fine di Váci Utca, vicino al Ponte della Libertà; inoltre è chiuso la domenica.

Városliget Park e Piazza degli Eroi

Il Városliget park è il principale polmone verde della città, si trova a Pest e al suo interno ci sono le famose terme Szécheny, oltre allo zoo, al giardino botanico e al castello Vajdahunyad. Nei pressi del castello, nel periodo invernale, viene installata la più grande pista di pattinaggio d’Europa. Con mia grande sorpresa, si tratta del primo parco pubblico del mondo!

La Piazza degli Eroi, uno degli ingressi principali del parco, è una delle piazze più importanti di Budapest; è ricco di riferimenti storici e politici. L’area centrale della piazza ospita il Monumento Millenario in cui sono rappresentati, come nel Bastione dei Pescatori, i capi delle sette tribù magiare che fondarono la città.

Come raggiungere: linea 1 della metro fino a Hõsök Ter

Váci Utca e Andrassy Utca

Per gli amanti dello shopping Váci utca e Andrassy utca potrebbero rappresentare il paradiso. Andrassy utca, in particolare, è paragonata agli Champs des Elysees di Parigi: un lungo e largo viale, negozi e boutique e illuminato a festa durante il periodo natalizio.

Weekend a Budapest: dove dormire

Non ho idea di quale zona sia migliore dell’altra ma il nostro alloggio era nel cuore del quartiere ebraico a due passi dal Szimpla Kert, il famosissimo pub in rovina. L’hotel si chiama Mavericks City Lodge, abbiamo prenotato una camera matrimoniale con bagno privato per 3 notti ad un prezzo totale di €120, compresa tassa di soggiorno. È possibile pagare sia in euro sia in fiorini ungheresi. La scelta si è rivelata super-azzeccata! Camera ampia, pulita, dotata di asciugamani e asciugacapelli; gli spazi comuni sono ben tenuti e alcuni computer sono a disposizione dei clienti. Il wi-fi è veloce non solo nella hall ma anche in camera e, non meno importante, lo staff è giovane, preparato e gentile a fornire qualsiasi informazione.

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Il mio conto in sospeso con Marrakech http://www.nataperviaggiare.com/marrakech-conto-in-sospeso/ http://www.nataperviaggiare.com/marrakech-conto-in-sospeso/#comments Sun, 15 Oct 2017 11:55:12 +0000 http://www.nataperviaggiare.com/?p=2756 Il Marocco, o meglio Marrakech, per me è stato un po’ come quel nuovo giocattolo tra le mani di un bambino e sottratto immediatamente. Mi ha incuriosito, ci siamo scontrati così forte da non capirci all’istante e non ci è stato dato il tempo di rimediare. Bhè, abbiamo un bel conto in sospeso io e […]

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Il Marocco, o meglio Marrakech, per me è stato un po’ come quel nuovo giocattolo tra le mani di un bambino e sottratto immediatamente. Mi ha incuriosito, ci siamo scontrati così forte da non capirci all’istante e non ci è stato dato il tempo di rimediare. Bhè, abbiamo un bel conto in sospeso io e Marrakech!
Sarò sincera. Marrakech non mi ha conquistata, su due piedi potrei addirittura dire non mi sia piaciuta.
Ma quando quella domenica mattina sono salita sul minivan per raggiungere, dopo nemmeno 24 ore, l’aeroporto ho sentito una strana stretta allo stomaco mista a nostalgia. Dal mio finestrino guardavo una Marrakech ancora sonnecchiante: bambini giocare con i tamburelli nei vicoli, un uomo che alza la serranda del proprio negozio, gruppi di uomini intenti a fare colazione su bassi sgabelli di plastica. Non c’era la stessa confusione del giorno prima, nella sua insolita tranquillità sono riuscita ad apprezzarla.

Perché Marrakech non mi è piaciuta immediatamente?

Il caos. In primis. Tra carretti trainati da muli, motorini sfreccianti ovunque, folla di turisti e non.
La difficoltà nell’orientarsi nella medina. Hai presente un labirinto? La medina è esattamente la stessa cosa: ogni vicolo è uguale al precedente! Mi sono ritrovata a passare davanti agli stessi negozi circa 3-4 volte e ho pensato a quante risate si facessero i proprietari a guardare i turisti disorientati. Non voglio esasperare questo aspetto, spendendo qualche giorno in città sicuramente diventerebbe più semplice spostarsi.
La continua sensazione di essere truffati. Ed è una bruttissima sensazione, non si riesce a vistare tranquillamente la cittadina. Tutti, ma davvero tutti, ti indirizzano verso la Grand place (Jema el-Fnaa), verso le concerie perché è l’ultimo giorno e poi i mercanti torneranno sulle montagne, come ha scritto Emanuele di Recyoutrip nel suo post. Ed io stavo per cascarci! Qualcuno si è avvicinato con aria amica dicendomi di non avere paura, visto il mio essere scostante, e poi mi indicato la strada per le concerie.
Il caldo. Voi direte: “cosa ti aspettavi? Sei in nord Africa!”. Avete ragione, ma non credevo nemmeno di trovare così tanto caldo che, sommato agli altri fattori, ha contribuito a rendere il tutto più difficile.

Vista terrazza Nomad Marrakech

Di cosa mi sono innamorata a Marrakech?

Del cocente the alla menta. È un cliché, ormai, il the alla menta marocchino ma è uno dei migliori che abbia mai bevuto. E l’ultimo sorso è sempre il più buono!


Dei profumi, uno in particolare. Nel gruppo Facebook “Marocco mon amour!” mi hanno aiutata a scoprire di cosa si tratta. Si tratta di ambra e sono piccoli mattoncini che profumano gli ambienti. Esattamente quel profumo che mi fa pensare “Questo è Marocco!”.
Del riad. Sembra di essere in una bolla di sapone. Coccolati e lontani dal caos chiuso alle nostra spalle.
Dell’architettura. Dai colori allo stile, l’architettura marocchina è ipnotizzante! Tra l’innovazione andalusa e le tradizioni dei berberi, nasce uno stile equilibrato e unico nel suo genere. Un grande esempio è la Medersa Ben Yosseuf, la più antica scuola coranica del nord Africa.

Medersa Ben Youssef Marrakech

Le medaglie, però, hanno sempre due facce.
Se nella medina si ha perennemente la sensazione di essere truffati, all’interno del riad le attenzioni e la gentilezza delle persone è commovente.

Un uomo del personale si è occupato di noi dal momento in cui siamo arrivati, ci ha riempito di consigli utili e messo in guardia; quando stavamo per andare via, ha preso la mia tracolla e l’ha spostata in avanti, dicendomi “meglio così”. Un gesto tanto semplice quanto per nulla scontato. Ho trascorso l’intero sabato pomeriggio nella corte del riad, a prenotare i voli, a cancellare prenotazioni e chiamare banca, compagnia aerea in Italia e Portogallo, l’aeroporto di Marrakech. Lui ci ha visti così in crisi e, senza chiedergli nulla, ci ha portati una buonissimo the alla menta e dei biscotti (che avevamo ampiamente apprezzato la mattina stessa). Ha effettuato delle chiamate per noi! Per 24 ore è stato il nostro angelo in terra e, anche se non conosco il suo nome, gli sarò eternamente grata.

Marrakech è affascinante, ti ammalia con i suoi colori e architetture, ti cattura con i suoi profumi. Ma il suo popolo, a mio parere, è il suo stesso male.

Riad Bellamane Marrakech

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Rinunciare ad un viaggio: 3 motivi (validi) per farlo http://www.nataperviaggiare.com/rinunciare-ad-un-viaggio/ http://www.nataperviaggiare.com/rinunciare-ad-un-viaggio/#comments Sat, 30 Sep 2017 14:01:22 +0000 http://www.nataperviaggiare.com/?p=2754 Se mai mi avessero detto “Un giorno rinuncerai ad un viaggio“, non ci avrei mai creduto. Ancora di più se quel viaggio fosse già stato intrapreso, se mi fossi trovata per la prima volta in un nuovo continente, in un paese che mi aveva sempre affascinata. Ecco, è praticamente quello che mi è successo con […]

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Se mai mi avessero detto “Un giorno rinuncerai ad un viaggio“, non ci avrei mai creduto.
Ancora di più se quel viaggio fosse già stato intrapreso, se mi fossi trovata per la prima volta in un nuovo continente, in un paese che mi aveva sempre affascinata.
Ecco, è praticamente quello che mi è successo con il Marocco.
Abbiamo rinunciato al nostro viaggio in Marocco, la sera stessa in cui siamo arrivati.
Perché? Perché a volte bisogna guardare in faccia la realtà, essere consapevoli delle proprie capacità e (in)sicurezze.
E quando ho visto Mario stare male come non mai, mi sono ritrovata immediatamente a cercare un volo per tornare in Italia il giorno successivo, sentivo fosse la cosa giusta.
L’itinerario che avevamo in programma era impegnativo, secondo noi (e a detta di molti altri), avremmo dovuto percorrere tanti chilometri in macchina su strade e contesti completamente sconosciuti. 
Un viaggio deve essere vissuto nella maniera più spensierata e leggera possibile, secondo me, e delle condizioni salutari non ottime non ce lo avrebbero permesso.
Sì, fa rabbia dover rinunciare ad un viaggio – specialmente se sei già in viaggio; fa ancora più rabbia quando due persone, a stento, si ammalano due volte l’anno.

Voglio convincermi della nostra scelta e provo a dare dai validi motivi a ciò

Perché mai rinunciare ad un viaggio?

  1. Non è il momento giusto. Può sembrare stupido ma, esiste il momento in cui partire è la scelta giusta, quando si tratta più di bisogno che di un desiderio mosso dalla curiosità. Troppi fattori ci avevano fatto titubare sulla partenza, avevamo avuto dei segnali ma li abbiamo totalmente ignorati.
  2. Motivi di salute. Se non siamo lucidi, “spensierati” e concentrati, nel caso di un lungo viaggio in macchina, non ha senso partire e affrontare un viaggio che, probabilmente, ricorderemo come uno dei peggiori. Ed ben diverso partire essendo già malati e partire ed avere un piccolo incidente di percorso.
  3. Sicurezza, o meglio, la paura. Quasi sicuramente è uno degli aspetti che oggi spinge maggiormente a rinunciare ad un viaggio. La sicurezza. Ma io preferisco guardare l’altro lato della medaglia, quello sul quale c’è scritto “paura” e che, purtroppo, sta vincendo. Roma, Milano, Parigi o Bruxelles sono sicure e non allo stesso modo. Nulla è prevedibile e nulla dovrebbe spingerci a rinchiuderci nelle nostre 4 mura di casa (non meno sicure di qualsiasi altra città). 
    Ciò non esclude il fatto di rinunciare ad un viaggio: si tratta di una passione e tutte le passioni vanno vissute a mente libera e senza preoccupazioni.

E voi avete mai rinunciato ad un viaggio? Perché?

 

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Ogni cento metri il mondo cambia: destinazione Marocco http://www.nataperviaggiare.com/destinazione-marocco/ http://www.nataperviaggiare.com/destinazione-marocco/#respond Fri, 22 Sep 2017 09:41:36 +0000 http://www.nataperviaggiare.com/?p=2738 Ho appena scritto il titolo e non mi sembra possibile. Stiamo per partire. Per il Marocco! Il Marocco ha sempre stuzzicato la mia fantasia, non è mai stato nella lista de “l’ho sempre sognato” ma, ogni tanto faceva capolino nei miei pensieri. Sono incuriosita dalla meravigliosa e colorata architettura marocchina, un misto tra araba e […]

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Ho appena scritto il titolo e non mi sembra possibile.
Stiamo per partire. Per il Marocco!
Il Marocco ha sempre stuzzicato la mia fantasia, non è mai stato nella lista de “l’ho sempre sognato” ma, ogni tanto faceva capolino nei miei pensieri.
Sono incuriosita dalla meravigliosa e colorata architettura marocchina, un misto tra araba e andalusa, da Marrakech e solo a pronunciare il suo nome vado in fibrillazione; sono curiosa di vedere un souk, perdermi – letteralmente – nelle medine, provare il tajine e la tanjia (piatto tipico di Marrakech). Non vedo l’ora di dormire sotto un tappeto di stelle nel deserto del Merzouga, provare il sandboarding (scommettiamo su quanta sabbia mangerò?), vedere l’alba da una duna e sentire la sabbia fredda della mattina sotto i piedi… sì, io la immagino fredda!
Visitare le città imperiali, Fez e Meknes, due gioiellini, a quanto pare, un po’ più autentici dell’ormai famosa e turistica Marrakech.
Ah e dormire nei riad!!! Abbiamo prenotato solo alcuni alloggi per questo viaggio e si tratta di riad, un’antica abitazione tradizionale marocchina.
Ultima ma non meno importante: Chefchaouen! La perla blu del Marocco, ma blu nel vero senso della parola, la medina di questa cittadina è stata completamente verniciata con un azzurro brillante che, al solo pensiero, mi fa girare la testa per la felicità! Io, in mezzo a tutto quel blu!

Il Marocco sarà il nostro primo vero e proprio viaggio on the road,  avremo una macchina tutta nostra e così potremo assecondare i nostri desideri, i nostri tempi, potremo farci (leggi Alessia e non Mario) le nostre cantate a squarciagola, fermarci ogni 100 metri, perché proprio come dice il titolo il mondo cambia, a scattare fotografie e assaporare quegli istanti. Da Marrakech saliremo verso nord, attraversando la parte orientale del paese, fino a Fez dove avremo il volo di ritorno. Un volo che non ci porterà direttamente in Italia ma… a Barcellona!
Abbiamo trasformato uno scalo di poche ore in una due giorni per scoprire la principale città catalana; per me sarà un felice ritorno, per Mario una felice scoperta.

Ma io, come sto?
Per quanto desideri visitare il Marocco, sono in ansia (ma va?). Non per paura, non perché penso di non essere al sicuro, è una sensazione strana che mi accompagna prima di ogni viaggio. Questa volta di più! Non abbiamo tutti gli alloggi, nemmeno per l’unica notte a Barcellona, abbiamo prenotato l’auto solo pochi giorni fa, partiremo solo con il bagaglio a mano e non so se riuscirò a contenermi, abbiamo rischiato che Ryanair ci cancellasse i voli e avevamo già pensato un piano B e C. Sappiamo esattamente cosa vorremmo vedere e, allo stesso tempo, non so cosa aspettarmi!
Breve – ma non proprio – storia di una ragazza in ansia pre-viaggio.

Io sono curiosissima, e voi? Potete seguirci sui nostri social in diretta

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Instagram: @alessiamusella

Salam Alekum amici!

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Spiagge del Gargano: Baia di Porto Greco http://www.nataperviaggiare.com/spiagge-gargano-baia-di-porto-greco-vieste/ http://www.nataperviaggiare.com/spiagge-gargano-baia-di-porto-greco-vieste/#respond Thu, 15 Jun 2017 10:44:35 +0000 http://www.nataperviaggiare.com/?p=2132 Baia di Porto Greco non è per tutti.  Sia perché è abbastanza nascosta, sia perché è difficile da raggiungere. Da quando l’ho scoperta, è costante il pensiero di volerci tornare. Il suo punto forte è proprio l’essere nascosta. Che sia per una mattinata di mare, o di relax, o per sfuggire alla quotidianità, la baia […]

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Baia di Porto Greco non è per tutti. 
Sia perché è abbastanza nascosta, sia perché è difficile da raggiungere. Da quando l’ho scoperta, è costante il pensiero di volerci tornare. Il suo punto forte è proprio l’essere nascosta.
Che sia per una mattinata di mare, o di relax, o per sfuggire alla quotidianità, la baia di Porto Greco è uno di quei luoghi da “pace dei sensi”. Se poi aggiungiamo una sosta alla vicina e omonima torre (o anche chiamata Torre dell’Aglio), al tramonto, la giornata si chiude in bellezza. In bellezza perché, se il tempo è dalla vostra parte, il cielo inizierà a tingersi di mille sfumature pastello e tutto assume un’aria romantica.

Cosa mi ha colpita della Baia di Porto Greco?

La sua tranquillità, in primis.
Lo ripeto, il fatto che sia una spiaggia poco conosciuta, o meglio, non facilmente accessibile a tutti, la rende davvero speciale. Se poi aggiungiamo le acque cristalline, le pareti rocciose che creano la baia e l’essere circondati da verde… bhè, è il TOP!

Come la maggior parte delle spiagge della costa sud garganica è ciottolosa e l’acqua diventa profonda dopo poco.

Come raggiungere Baia di Porto Greco?

Che veniate da Vieste o da Mattinata, la baia si trova sulla strada provinciale 54 – quella di Pugnochiuso. Non ci sono indicazioni per Baia di Porto Greco ma solo uno spazio in cui parcheggiare per poi proseguire tramite il sentiero. Le coordinate per il parcheggio sono:

Lat. 41.800039
Long. 16.189844

Oppure basta cercare Baia di Porto Greco su Google Maps, il sentiero è ben segnalato (vedi sotto) e si capisce immediatamente quando si è giunti a destinazione.

Il sentiero è abbastanza impervio, lo sconsiglio a chi ha bambini piccoli o problemi motori, e sconsiglio di portare troppe cose con se per essere quanto più liberi possibile nei movimenti.

Spiaggia libera o privata?

Assolutamente libera! Non ci sono ne ombrelloni, ne sdraio, ne tanto meno bar. Solo un piccolo chioschetto impovvisato che non serve caffè, ricordatelo se siete caffeinomani 😉

Costi?

L’unico costo da sostenere è la sosta al “parcheggio custodito” di circa €5,00 per l’intera giornata.

Altre spiagge del Gargano di cui ho scritto:

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Un tuffo nel blu all’Ang Thong National Marine Park http://www.nataperviaggiare.com/escursione-ang-thong-national-marine-park/ http://www.nataperviaggiare.com/escursione-ang-thong-national-marine-park/#respond Fri, 26 May 2017 18:41:27 +0000 http://www.nataperviaggiare.com/?p=2592 Prima di partire per la Tailandia, sfogliavo spesso le bacheche su Pinterest per cercare nuovi spunti di viaggio e il parco nazionale marino dell’Ang Thong ha da sempre stuzzicato la mia fantasia. Sono un’amante della natura e pensare di esplorare isole disabitate, vestite da un rigoglioso manto verde e circondate da un mare blu cobalto… Beh! […]

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Prima di partire per la Tailandia, sfogliavo spesso le bacheche su Pinterest per cercare nuovi spunti di viaggio e il parco nazionale marino dell’Ang Thong ha da sempre stuzzicato la mia fantasia.
Sono un’amante della natura e pensare di esplorare isole disabitate, vestite da un rigoglioso manto verde e circondate da un mare blu cobalto
Beh! Mi ha reso febbricitante e impaziente di essere lì.

Una delle nostre giornate a Koh Samui l’abbiamo dedicata all’escursione all’Ang Thong National Marine Park, non abbiamo prenotato nulla dall’Italia ma ci siamo affidati ad un’agenzia locale direttamente sul posto.

Una piccola curiosità per i cinofili come me! Il libro dal quale è tratto il famoso film The Beach con Leonardo di Caprio è ambientato proprio in questo parco marino e, alcune scene, sono state girate all’Emerald Lake (chiamato Blue Lagoon nel film).

Il Parco Marino dell’Ang Thong è composto da 42 isole verdissime circondate da un mare color smeraldo. Durante la nostra escursione ne abbiamo visitate tre:

Escursione Ang Thong: Koh Woa-Ta-La

Dopo circa un’ora di navigazione siamo approdati a Koh Woa-Ta-La, l’isola principale dell’arcipelago ed è qui che si trova la sede del parco nazionale. Una volta raggiunta la spiaggia le opzioni sul “cosa fare” erano tre: fare kayak, raggiungere il viewpoint o rilassarsi sulle bianche sabbie. Noi abbiamo deciso di scalare la montagna e sfondare il caldo atroce, raggiungere le 4 piattaforme panoramiche sull’intero arcipelago. Ovviamente una volta scesi, ci siamo goduti il mare incredibilmente caldo tra un tuffo ed un po’ di relax.

Escursione Ang Thong: Koh Mae Ko

Seconda tappa della giornata è Koh Mae Ko, dove si trova l’Emerald Lake, un lago salato dal colore smeraldo – ecco il perché del suo nome – o anche chiamato “Blue Lagoon” nel film The Beach con Leonardo di Caprio. Questo grande lago salato è collegato al mare tramite tunnel sotterranei e si pensa che la nascita di questa laguna sia dovuta al crollo di una grotta. 
Lo so, le acque color smeraldo fanno venire voglia di tuffarsi ma… no, non è permesso ne nuotare ne tuffarsi!

Ultima ma non meno importante è un’isoletta dal nome a me sconosciuto dalla quale siamo partiti per fare snorkeling. Più di un’ora a nuotare e tuffarci in acque cristalline e limpide, tra una moltitudine di pesci che si avvicinavano senza timore.

Escursione Ang Thong: informazioni generali

• Abbiamo acquistato la nostra escursione direttamente sul posto, sulla walking street di Chaweng, le proposte sono numerose e c’è solo l’imbarazzo della scelta.
• Il costo è stato di 1500 bath incluso di trasferimento dall’hotel al porto e viceversa, speed boat, guida, pranzo, noleggio maschera per snorkeling, gita in kayak
• Le opzioni erano due: speed boat o barca in legno, abbiamo optato per la prima e non ce ne siamo assolutamente pentiti anzi, il viaggio è stato divertente e veloce, poco più di un’ora da Koh Samui alla prima tappa del parco.
• L’entrata al parco marino ha un costo di 300 bath che abbiamo pagato prima di imbarcarci.

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Travel Bucket List: le mie cose da fare prima di morire http://www.nataperviaggiare.com/cose-da-fare-prima-di-morire/ http://www.nataperviaggiare.com/cose-da-fare-prima-di-morire/#respond Tue, 23 May 2017 18:25:12 +0000 http://www.nataperviaggiare.com/?p=2623 Un tempo questa famosa lista delle 100 cose da fare prima di morire – ideata da Lucia – era una pagina nascosta e solitaria all’interno del mio contenitore di esperienze. Ho deciso di riesumarlo, aggiungere tutte le cose che vorrei fare nella mia vita e trasformarlo in un articolo alla portata di tutti. La trovo un’idea fantastica […]

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Un tempo questa famosa lista delle 100 cose da fare prima di morire – ideata da Lucia – era una pagina nascosta e solitaria all’interno del mio contenitore di esperienze.
Ho deciso di riesumarlo, aggiungere tutte le cose che vorrei fare nella mia vita e trasformarlo in un articolo alla portata di tutti.

La trovo un’idea fantastica perché basta guardare questa lista e ci ricorderemo che non è tempo di fermarci ma solo di scoprire e viaggiare.
E ogni volta che qualche nuova idea attraverserà la mia mente, finirà su questa lista. Con la speranza che non abbia mai fine così come i viaggi che vorrei fare.

1. Visitare tutte le regioni italiane (Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia, Trentino Alto-Adige, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia, Sardegna)
2. Dormire in un trullo in Puglia
3. Riuscire a valorizzare la mia regione e la mia provincia
4. Andare a Parigi con lui (♥) (Luglio 2014)
5. Fare il volo dell’angelo in coppia tra Castelmezzano e Pietrapertosa
6. Innamorari della Thailandia più di quanto non lo sia già (Agosto 2016)
7. Visitare tutte le capitali europee [15/44]
8. Organizzare un viaggio InterRail
9. Perdermi tra i campi di lavanda in Provenza
10. Percorrere tutta la Route 66
11. Ammirare Cappadocia da una mongolfiera
12. Vedere le Scarpe sulle rive del Danubio a Budapest
13. Visitare Petra e la Giordania
14. Imparare a mangiare pesce
15. Rilassarmi in un Hammam
16. Fumare il narghilé
17. Trascorrere una notte nel deserto
18. Vedere le 7 meraviglie del mondo moderno
19. Visitare le città all’alba
20. Vedere l’aurora boreale
21. Andare a Disneyland Paris (1998-2001-2014)
22. Andare a Dubai ed eliminare i miei pregiudizi
23. Tuffarmi in un cenote, in Messico
24. Vivere un giorno due volte
25. Organizzare e prendere parte ad un viaggio intorno al mondo
26. Stare sospesi tra due continenti a Istanbul, sul Ponte di Galata
27. Stare tra le nuvole sul Pic of Midi, l’osservatorio dei Pirenei
28. Immergersi nella quiete del Plitvice National Park’s Lake, in Croazia
29. Galleggiare nel Mar Morto
30. Perdere sè stessi nel Angkor Wat Temples, Cambogia
31. Salire sul Machu Picchu
32. Rimanere meravigliati guardando il sole di mezzanotte (Capo Nord, 2007)
33. Percorrere il “Caminito del Rey”, in Spagna

34. Trascorrere una notte in un faro
35. Percorrere tutta la Wild Atlantic Way
36. Navigare nella Ha Long Bay, in Vietnam
37. Visitare il Giappone – magari durante l’Hanami
38. Vedere le piramidi d’Egitto
39. Visitare la Death Valley nonostante il caldo atroce
40. Assistere ad un musical a Broadway
41. Passeggiare sul ponte di Brooklyn
42. Nuotare con i delfini
43. Partecipare ad un safari in Africa
44. Prendere parte ad una spedizione nell’Antartico
45. Immergermi nella Laguna Blu, in Islanda
46. Ballare il tango in Argentina
47. Prendermi cura di un elefante nel nord della Thailandia
48. Imparare a cucinare i piatti tipici di altre nazioni
49. Passare un’intera notte sveglia per vedere l’alba
50. Visitare l’Honduras
51. Ammirare il cielo stellato nel deserto
52. Visitare tutti gli States degli USA
53. Camminare sulla Grande Muraglia Cinese
54. Perdermi nelle calle di Venezia
55. Girare per il centro storico di Roma
56. Passeggiare in mezzo ai baobab in Madagascar
57. Vedere l’alba sul monte Bromo, in Indonesia
58. Passare qualche giorno a Bora Bora
59. Sognare un mondo fantastico tra le Chocolate Hills, nella Filippine
60. Osservare i templi di Bagan, in Myanmar
61. Nuotare con le tartarughe marine
62. Fare un viaggio zaino in spalla (Thailandia 2016)
63. Mangiare in un vero dinner americano durante un on the road
64. Farsi fare un tatuaggio in viaggio
65. Fare un on the road all’estero…
66. … e altri ancora!
67. Rimanere incantata davanti alla vista di Jemaa el-Fna, in Marocco
68. Visitare la città blu marocchina, Chefchaouen
69. Provare il sandboarding
70. Dormire in una casa particular
71. Soggiornare al Lebua at State Tower di Bangkok
72. Vedere il tunnel dell’amore in Ucraina
73. Visitare Page insieme all’Antelope Canyon e Horseshoe Bend
74. Entrare in un coffee shop ad Amsterdam
75. Fare rafting (Montenegro 2008)
76. Emozionarmi davanti alla Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti
77. Visitare il Nepal
78. Sentirmi piccola nell’enorme New York
79. Abbracciare un koala
80. Vedere il Fushimi Inaari in Giappone
81. Riscoprire il blues in Luisiana
82. Vivere esperienze incredibili in Amazzonia
83. Visitare Israele ed i territori palestinesi
84. Fare immersioni
85. Trascorrere una folle notte a Las Vegas
86. Fare whale-watching (Norvegia 2007)
87. Trascorrere una notte su un’isola deserta
88. Andare a Santorni per un’occasione speciale
89. Rimanere incredula davanti al Costa Rica e alla sua natura
90. Soggiornare in un gher in Mongolia
91. Spillare una birra dalla fontana pubblica in Slovenia
92. Fotografare i Moai dell’Isola di Pasqua
93. Bere il mojito alla Bodeguita del Medio a Cuba
94. Ammirare le enormi sequoie in California
95. Attraversare il famosissimo incrocio di Shibuya a Tokyo
96. Visitare la Nuova Zelanda
97. Farsi fare un massaggio in Thailandia
98. Rilassarmi in luoghi esotici
99. Raggiungere il Pan di Zucchero in funivia
100. Attraversare la porta del Paradiso in Cina
101. Percorrere la Overseas Highway e raggiungere Key West
102. Fare un’escursione alle Black River Gorges alla Mauritius
103. Osservare lo skyline dal New Jersey
104. Visitare Cape Town e scalare Table Mountain
105. Lasciarmi trasportare dal forte vento in Bretagna
106. Andare a trovare Babbo Natale a Rovaniemi
107. Navigare il Rio Grande, in Jamaica, su una zattera
108. Scoprire di più sul Rastafarismo
109. Essere circondata da vulcani al lago Atitlan, in Guatemala
110. Percorrere in treno il tratto Ella-Kandy, in Sri Lanka
111. Vedere il Taj Mahal
112. Vedere la Grande Barriera Corallina
113. Fare un on the road in Australia
114. Ballare in un locale a Cuba
115. Salire sull’Empire State Building
116. Passeggiare lungo i Navigli
117. Fare un on the road in Sicilia
118. Visitare Mosca e San Pietroburgo
119. Vedere l’orologio astronomico a Praga
120. Trascorrere una serata in un tipico pub irlandese
121. Fare un tour a base di tapas in Spagna
122. Guardare il sole tramontare a Cabo de Roca
123. Passeggiare nei giardini della Reggia di Versailles
124. Bere una birra belga in Belgio
125. Vedere i mulini olandesi
126. Visitare la Moschea Rosa in Iran
127. Fare il bagno nell’infinity pool del Marina Bay Sands a Singapore

128. Attraversare il ponte delle Petronas Tower a Kuala Lumpur
129. Andare alle Whitsunday in Australia
130. Fare un viaggio da sola
131. Essere catapultata nel mondo di Harry Potter agli Universal Studios
132. Rilassarmi nelle terme di Budapest con il freddo esterno

 … to be continued …

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Alla ricerca della serenità http://www.nataperviaggiare.com/alla-ricerca-della-serenita/ http://www.nataperviaggiare.com/alla-ricerca-della-serenita/#comments Fri, 19 May 2017 10:13:55 +0000 http://www.nataperviaggiare.com/?p=2594 È vero, sembra il titolo di un famoso film. Che ho amato! Alla ricerca della felicità. Ma cosa è felicità? La felicità, per me, non è altro che un lampo senza pioggia. Sono un’istante, un momento, ora c’è e poco dopo è svanita. Quando meno te lo aspetti tutto è allineato alla perfezione: tu, le […]

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È vero, sembra il titolo di un famoso film. Che ho amato!
Alla ricerca della felicità.
Ma cosa è felicità? La felicità, per me, non è altro che un lampo senza pioggia.
Sono un’istante, un momento, ora c’è e poco dopo è svanita.
Quando meno te lo aspetti tutto è allineato alla perfezione:
tu, le persone che ti circondano, il luogo in cui ti trovi, il tempo (per una meteoropatica come me è essenziale), una buona notizia. 
E quell’istante è felicità!
E probabilmente è meglio se si tratta di istanti, immagino se dovesse essere qualcosa di più duraturo,
se potessi essere felice per 2, 3 o 20 giorni di fila e precipitare improvvisamente nel buio.
Sarebbe un dramma!
Non sono pessimista, o almeno… sto provando a non esserlo!

Allora io sono alla ricerca della serenità.
Quella serenità che non mi lascia incantata davanti ad uno schermo,
come in questo momento, e mille pensieri che scorrono alla velocità della luce.
Quella serenità che non mi fa sentire per giorni un costante bruciore alla bocca dello stomaco,
o il cuore accelerato, apparentemente, senza motivo.
Quella serenità che non mi rende distratta e assente per la maggior parte del tempo.
Quella serenità che non mi obbliga a nascondermi sempre dietro un falso sorriso.

Eppure quel falso sorriso potrebbe aiutarmi, mi aiuta a non precipitare.

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Le location del nuovo film Wonder Woman in Puglia http://www.nataperviaggiare.com/luoghi-film-wonder-woman-in-puglia/ http://www.nataperviaggiare.com/luoghi-film-wonder-woman-in-puglia/#comments Fri, 12 May 2017 17:57:08 +0000 http://www.nataperviaggiare.com/?p=2328 La Puglia, grazie alla sua varietà di paesaggi, è sempre più richiesta e presente in campo cinematografico. Dal patriottico Checco Zalone ed il suo “Quo Vado!” fino a Claudio Bisio e Alessandro Gasman per “Non c’è più religione”. Questa volta però è toccato ad un film straniero, non uno qualsiasi, ma al nuovo film Wonder Woman della […]

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La Puglia, grazie alla sua varietà di paesaggi, è sempre più richiesta e presente in campo cinematografico.
Dal patriottico Checco Zalone ed il suo “Quo Vado!” fino a Claudio Bisio e Alessandro Gasman per “Non c’è più religione”. Questa volta però è toccato ad un film straniero, non uno qualsiasi, ma al nuovo film Wonder Woman della Warner Bros, in uscita nelle nostre sale il 1° Giugno.

Nei primi mesi del 2016 la troupe cinematografica si è recata in Italia per filmare alcune scene del film, tra le location italiane rientrano la Campania (Palinuro, Marina di Camerata e Ravello), la Basilicata (Matara) e la nostra amata Puglia.

Ma quali sono le location del film Wonder Woman in Puglia?

  • Pizzomunno, Vieste

Primo tra tutti è il Pizzomunno che, alto e imponente, è stato inserito nella locandina promozionale del film. E’ impossibile non riconoscerlo! Pizzomunno è un’enorme monolite di pietra calcarea collocato sulla spiaggia del lungomare Mattei a Vieste; dietro a questo nome c’è un giovane pescatore viestano, la sua amata e la loro storia/leggenda. 

Si racconta che al tempo in cui l’attuale città era solo un villaggio composto da sparute capanne ed abitato da pescatori vi vivesse un giovane alto e forte di nome Pizzomunno. Sempre nello stesso villaggio abitava anche una fanciulla di rara bellezza, con i lunghi capelli color del sole di nome Cristalda. I due giovani si innamorarono, amandosi perdutamente senza che niente potesse separarli. Pizzomunno ogni giorno affrontava il mare con la sua barca e puntualmente le sirene emergevano dai flutti marini per intonare in onore del pescatore dolci canti. Le creature marine non si limitavano a cantare, ma prigioniere dello sguardo di Pizzomunno gli offrirono diverse volte l’immortalità se lui avesse accettato di diventare il loro re e amante.
L’amore che il giovane riversava su Cristalda, però, rendeva vane le offerte delle sirene.Una delle tante sere in cui i due amanti andavano ad attendere la notte sull’isolotto che si erge di fronte alla costa, le sirene, colte da un raptus di gelosia, aggredirono Cristalda e la trascinarono nelle profondità del mare. Pizzomunno rincorse invano la voce dell’amata. I pescatori il giorno seguente ritrovarono il giovane pietrificato dal dolore nel bianco scoglio che porta ancora oggi il suo nome.  Ancora oggi ogni cento anni la bella Cristalda torna dagli abissi per raggiungere il suo giovane amante e rivivere per una notte sola il loro antico amore. – fonte TurismoVieste.it

Fonte immagine: Google Immagini

  • Baia dei Mergoli, Mattinata

Baia dei Mergoli è, probabilmente, una delle spiagge più belle del Gargano ed è famosa per i suoi due faraglioni poco lontani dalla costa, infatti sono raggiungibili a nuoto. Si può godere di una splendida vista sulla baia nel primo tratto del sentiero dell’Amore, che collega la strada provinciale alla spiaggia di Vignanotica.

Fonte immagine: Google Immagini

Fonte immagine: Google Immagini

  • Castel del Monte, Andria

Caste del Monte non ha bisogno di grosse presentazioni, la fortezza federiciana del XIII secolo – patrimonio UNESCO dal 1996 – è stata chiusa in occasione delle riprese. È proprio in questa location che la protagonista inizia ad accorgersi dei suoi superpoteri ed inizia ad allenarsi.

Fonte immagine: Google Immagini

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