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GarganoNatour #2: 3000 anni di storia su Monte Saraceno

Il secondo appuntamento con Gargano Natour mi ha portata sul Monte Saraceno.
Per chi vive il Gargano esclusivamente nel periodo estivo è consueto ricordare i panorami in un’unica veste: colori saturi, spiagge affollate, il caldo afoso, la confusione, il blu accecante del mare e del cielo.
Io, però, ho avuto la possibilità di ammirare l’altro lato della medaglia, il lato invernale. Quello dal cielo cupo, del sole che timido fa capolino tra le nuvole, del vento gelido che taglia il viso, della lunghissima spiaggia di Mattinata deserta e del mare quasi in tempesta.

Ciò che amo delle escursioni con Gargano Natour è che ho la possibilità di conoscere davvero la mia terra, le sue origini. Monte Saraceno è stato spettatore e principale attore di quasi 3000 anni di storia: dall’insediamento dei Dauni fino alla Seconda Guerra Mondiale. 

Quello che ti racconto oggi è un vero e proprio cammino nella storia garganica – e pugliese. 
Imbocchiamo il sentiero lungo la SS 89 (coordinate 41.694126, 16.047982), una strada panoramica che attraversa l’entroterra,  e via verso la necropoli Daunia. Lungo il cammino è impossibile non rimanere rapiti dalla vista su Mattinata, una macchia di case bianche racchiusa tra le montagne, avvolta dai fumi provenienti dalle campagne.

Il sentiero è di facile percorrenza, una vera e propria passeggiata lontano dallo smog e dalla frenesia della città. La mia meraviglia? Trovare numerosi escursionisti: la coppia in là con gli anni seguita da un agitatissimo jack russel, un gruppo di amici in bicicletta e chi vuole godersi semplicemente il panorama.

Non è difficile arrivare nel punto in cui il sentiero si divide per raggiungere la Porta dei Dauni.
La porta stata ottenuta dividendo la roccia e inserendo assi di legno, rappresentando così l’ingresso alla città

E poi avviene la magia. Il mare si staglia difronte agli occhi in maniera ipnotica, vorrei distogliere lo sguardo ma diventa impossibile, vorrei non pensare a nulla e lasciarmi incantare dal panorama ma è impossibile. Puntualmente, quando intorno a me regna la pace, i miei pensieri iniziano a fare rumore. Più di come vorrei. 

I Dauni, seppur 3000 anni fa’, avevano già chiare le bellezze del territorio, non a caso è esattamente in questo punto che crearono il loro villaggio e necropoli.
Prima di “entrare” nella città si incontrano le numerose tombe (circa 500), profonde “buche” scavate nella roccia dalla forma curiosa. Ciò fa pensare che in un’unica fossa venivano inseriti più corpi in posizione fetale – probabilmente cinque/sei sepolture; come di consuetudine all’interno delle fosse, il defunto veniva sepolto con il proprio corredo.

Il villaggio era diviso dalla necropoli tramite un lungo fossato, circa 15 metri, gli altri lati erano isolati in maniera naturale dalla pendenza delle pareti rocciose. Ciò che ha permesso di risalire al periodo storico (fine Età del Bronzo) sono stati i vari reperti di tipo ceramico.

Procedendo lungo il cammino, ci si avvicina alle testimonianze di una storia più contemporanea. Sul Monte Saraceno fu costruita una stazione semaforica utilizzata durante le due Guerre Mondiali, lungo le pareti rocciose, invece, è possibile osservare alcuni “bunker” utilizzati per l’avvistamento e la difesa dal nemico.

In questo momento scrivo, riguardo gli scatti di domenica, penso al vasto mare visto dal Monte Saraceno e sono già proiettata verso la prossima escursione con Gargano Natour. E non ci smentiamo mai, da buoni meridionali quali siamo ogni passeggiata è sempre più incentrata sul cibo, sappi che ci sarà sempre un buon caciocavallo podolico ad aspettarti.

(Ah sapevi che podolico è stata una delle parole più cercate in rete del 2016?)

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