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Ogni cento metri il mondo cambia: destinazione Cambogia

26 Ottobre 2018

“Acquista”
È incredibile come questo tasto, questo apparentemente semplice clic, ogni volta sia in grado di farmi tentennare. Si, ogni qualvolta mi ritrovo a prenotare un volo – breve o lungo raggio che sia – mi blocco, mi dico “prenoto?” e poi parte la solita frase a Mario: non ho il coraggio, fallo tu.
Apparentemente un semplice clic, concretamente una nuovo prova con me stessa.

E così due mesi fa mi sono ritrovata “tra le mani” un nuovo biglietto destinazione CAMBOGIA.
In realtà, la destinazione aerea è Bangkok.
Ci siamo riusciti: l’abbiamo cercata, sognata, rincorsa. Finalmente torneremo nella metropoli che ci ha aperto le porte sull’Asia.

Sto imparando a far prevalere il cuore nelle mie scelte di viaggi, oltre alla semplice curiosità che mi spingerebbe anche agli angoli più remoti del globo. E il cuore, da due anni a questa parte, ha un richiamo costante da Est.
Le ipotetiche mete erano tante: Cuba, Oman, Sri Lanka, New York, Vietnam e un pizzico di Myanmar.
Ma di una cosa eravamo certi: l’andata e il ritorno dovevano coincidere con Bangkok. E via la prima selezione.
La seconda selezione è stata semplice e difficile allo stesso tempo perché, mentre noi impazzivamo nel decidere quale stato del Sud Est asiatico visitare, i nostri cuori avevano già la risposta… abbiamo solo dovuto ascoltarli meglio.

CAMBOGIA

“Ah e che ci sta in Cambogia?”
È la frase che mi sono sentita ripetere più spesso.

Trascorreremo 10 giorni in Cambogia e credetemi se vi dico che è stato difficile scegliere cosa visitare e cosa escludere dall’itinerario (ne avevo pronti 3 diversi, ho detto tutto).
Molti dicono che la visita ai templi di Angkor valga l’intero viaggio ma, personalmente, mi sentirei in colpa a visitare una sola e minima parte di un paese. Come se a priori uno sapesse già che il resto non meriti di essere conosciuto, scoperto.
Così abbiamo optato per un itinerario classico ma che ci desse un quadro generale del paese:
Battambang, Siem Reap, Koh Rong e Phnom Penh.
Ma a Battambang ci arriveremo solo dopo aver attraversato la frontiera a piedi.

Cosa avrei voluto visitare in più?
Kampot e Kep: due piccole cittadine costiere ancora poco conosciute al turismo di massa, dove avremmo potuto dedicare qualche giorno al relax. Kep, in particolare, è famosa per il suo pepe ed i granchi.
il Mekong Discovery Trail: un progetto ideato in collaborazione tra il Ministero del Turismo della Cambogia, Organizzazione Mondiale del Turismo delle Nazioni Unite e un’Organizzazione Olandese per lo Sviluppo. Un progetto volto a far conoscere la Cambogia rurale, la zona a nord di Phnom Penh, attraverso diverse attività come la percorrenza del fiume Mekong, alloggio presso le famiglie contadine, kayak, trekking e escursioni in bicicletta. Se siete interessati, Cambodian Pride Tours si occupa dell’organizzazione.

BANGKOK

Bangkok, ancora una volta, sarà la nostra porta sull’Asia, come scrivevo poco più sù.
Ci fermeremo in città qualche giorno, sia all’andata che al ritorno.
Per darci il Bentornati e l’Arrivederci.
Ancora non ho la più pallida idea di come trascorreremo i nostri giorni nella capitale thailandese ma una cosa è sicura: ri-abbraceremo le persone che 2 anni fa hanno contribuito a farcela amare, a darci un motivo per tornare.
Ah… un’altra cosa è sicura! Voglio andare alla scoperta e conoscere meglio il suo cibo.

Per seguire questa nuova avventura e le nostre stories sconclusionate, mi trovate su Instagram come -> @alessiamusella

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