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Pensieri di una ventunenne confusa

I miei programmi per oggi prevedevano la scrittura di nuovi articoli su Londra, data la mia ultima fuga ad ottobre.
E per quanto io ami questa città, per le emozioni positive che riesce a trasmettermi, mi sono ritrovata più e più volte a fissare lo schermo bianco.
Purtroppo la mia mente non riesce a pensare ad altro se non a ciò che sta succedendo nel Mondo.
Sono arrivata alla conclusione che, per tornare a fare il mio “lavoro” qui sul blog, devo liberarmi di questi pensieri.
Ho la mente, letteralmente, bloccata.
La domanda che mi pongo più spesso è: perché?

Perché ci sono le guerre?
Sarà una domanda stupida, ma io non riesco a trovare un motivo per il quale debbano esistere le guerre. Siamo nel 2015, abbiamo alle nostre spalle ben 2014 anni di guerre, tregue, accordi, conquiste, strategie per riuscire a predominare popoli che si ritengono inferiori.
Credo che ad oggi la situazione geografica-politica-economica mondiale debba essere più che definita.
Ma siamo umani.
Se vogliamo vedere l’aspetto positivo, siamo ambiziosi.
Purtroppo, molto spesso, l’ambizione si trasforma in voglia di potere, in avidità.
Credo che la guerra non sia la soluzione. Come si può cercare la pace facendo le guerre?
Allo stesso tempo, mio malgrado, non riesco a trovare una soluzione alternativa. E questo mi rattrista.

Perché esistono date come l’11/09/2001, 13/11/2015?
Sono consapevole che non sono le uniche date memorabili per la storia mondiale. Ma sono quelle che i media ci propinano giorno dopo giorno, sono le date dei giorni di cui vogliono che ci ricordiamo.
Vogliono. Vogliono chi?
I folli che si nascondono dietro a questi atti malvagi e che nella mia testa sono sempre stati un’utopia. I folli che stanno architettando qualcosa di cui ne siamo all’oscuro.
Sapete quale è il trucco dei maghi, dei prestigiatori? Distogliere l’attenzione dal luogo in cui avviene la magia.

Ed ancora, perché esistono questi folli?
E’ l’unico termine appropriato per definire queste persone.
Ciò che non riesco a capire è l’esistenza dei kamikaze.
Ne ho parlato a lungo con la mia famiglia, mi chiedevo queste “persone” dove trovassero il coraggio di compiere un atto del genere. E mi hanno aiutato a capire che non si tratta di coraggio, perché effettivamente non ne hanno, sono persone che hanno perso la ragione. Perdendo la ragione, il cervello non ha più alcuna funzione.

Siamo davvero umani come ci definiamo?
Ci definiamo umani e come tali dovremmo essere dotati di umanità (Sentimento di solidarietà umana, di comprensione e di indulgenza verso gli altri uomini).
E io mi chiedo: dove è questa umanità?

La popolazione mondiale porta dentro di se un’enorme lacerazione. Una di quelle che sì, si chiuderà con il tempo, ma toccandola sentiremo sempre la sua presenza tra le nostra dita.
Da ragazza ventunenne sono piena di dubbi, piena di domande alle quali non riesco a trovare risposta.
Non so più in cosa credere. Non so se la situazione generale troverà mai una stabilità.

Ma ho fiducia, ho speranza.

Spero in un mondo migliore, dove i problemi non sono i soldi o chi è il più potente.
Spero in un mondo in cui il tempo ed i giorni vengano scanditi da milioni di sorrisi e non da lacrime e tristezza.

Siamo umani. Siamo fragili, al contrario di altri “esemplari”, siamo dotati di sentimenti, di un cuore e di un cervello e questo Mondo è nostro e rispecchia esattamente ciò che noi siamo.
L’unica soluzione? Proviamo ad essere migliori.

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Sono pronta a qualsiasi tipo di confronto in merito e se qualcuno ha risposte alle mie domande, sono qui ad “ascoltare”.

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