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La Thailandia che mi ha fatto battere il cuore

E’ passata esattamente una settimana da quando sono tornata e posso dirlo.
La Thailandia mi ha lasciato un buco dentro. Perché?
Perché è stata una settimana strana, e lo confermano le giornate trascorse con Mario: poche parole e tanta malinconia. 

La Thailandia è stata la mia porta sull’Asia e credo non ci potesse essere benvenuto migliore in un nuovo continente. 
Anche se il viaggio non è iniziato nei migliori dei modi e, inizialmente, ho pensato “mai più viaggi intercontinentali!”… sono partita con la mente libera e l’intenzione di prendere tutto ciò che questo paese potesse offrirmi, nel bene e nel male.
E contro ogni aspettativa, ci sono riuscita!
Appena uscita dall’aeroporto di Bangkok sono stata travolta da un’aria terribilmente afosa, sicuramente, ma anche da una ventata di estrema rilassatezza. Tutte le preoccupazioni sono volate via e hanno fatto posto alla curiosità, all’eccitazione e all’incredulità.

Bangkok

Qualcuno potrebbe pensare: rilassatezza? A Bangkok?
Credetemi, è possibile. Nonostante la sua frenesia, il caos, il traffico, i clacson… Bangkok per me è un caos ordinato, ma avrò occasione migliore per spiegare il perché.
Si dice che Bangkok non è per tutti, o la si ama o la si odia, e l’ho capito sin da subito. Non è una metropoli facile da capire.
Io mi sono innamorata di Bangkok e ne sono felice. Sono felice perché non ha assolutamente deluso le mie aspettative, le ha superate di gran lunga.  Sarà perché immaginavo cosa aspettarmi, perché ho avuto il piacere di conoscerla – anche approfonditamente – grazie ad una persona del posto (non smetterò mai di ringraziarti Andrea), per le sue enormi contraddizioni, per i primi e autentici Sawadee Khaa e gli enormi sorrisi, per i primi Bath tra le mani così colorati e regali (l’immagine del Re è la stessa su tutte le banconote), per l’incredibile convivenza di antico e moderno.

Bangkok

Bangkok 2

Ayutthaya

Ayutthaya è un salto indietro nel tempo nel vero senso della parola. L’orologio qui si è fermato a, quasi, 700 anni fa e pensare di camminare lì, dove le persone vivevano la loro quotidianità, fa un certo effetto. E’ così vicina a Bangkok, solo 1h30min di minivan, che non andarci è da folli. A me ricordava così tanto il cartone animato “Il Re ed Io” che non ho potuto resistere al suo richiamo.

Ayutthaya

Mercato galleggiante di Damnoen Saduak 

Delusione totale! Non lo avrei mai visitato perché sapevo cosa aspettarmi ma, causa casini vari per gli spostamenti verso le isole, abbiamo sentito la necessità di riempire una giornata con una gita giornaliera e, purtroppo, l’unica papabile era proprio quella al mercato galleggiante. Così, almeno, abbiamo avuto la conferma e testato sulla nostra pelle l’esperienza: tremendamente affollato e fatto su misura per i turisti!

Mercato galleggiante Damnoen Saduak

Koh Nang Yuan

E’ stata la prima isola del golfo in cui abbiamo messo piede, se escludiamo un piccolo scalo a Koh Tao. 
Ed è vero: è il paradiso in terra! 3 isole, 2 lingue di sabbia, 1 ristorante ed un bar. Assolutamente nulla eppure avevamo tutto. Il mare, la pace, il relax, i tramonti e noi. Nulla più! Credevamo che una sola notte potesse bastare per vivere quel paradiso, ma lì avremmo trascorso volentieri una notte in più, in balia del nulla più totale.

Koh Nang Yuan

Koh Tao

Koh Tao. Ricca di verde, altissime palme e mare cristallino. Sembra così perfetta, eppure, noi siamo scappati a gambe levate, con grandissimo dispiacere. E’ un’isola impossibile da girare in autonomia, secondo i miei canoni, a causa delle strade inesistenti, cantieri aperti ovunque. Guardando l’altro lato della medaglia, abbiamo vissuto l’isola con i ritmi lenti: le lunghe colazioni alla mattina, le passeggiate sulle spiagge bianche, le ore passate in acqua a nuotare e le mangiate in riva al mare.

Koh Tao - Sairee Beach

Koh Samui

Koh Samui è stata una piacevole sorpresa! Da quello che ho letto in rete, prima di partire, ero sicura non mi sarebbe piaciuta e invece… ci ho lasciato un pezzettino di cuore. Altra sorpresa è la sua tranquillità, nonostante alloggiassimo a Chaweng e ogni sera fossimo sulla Walking Street, nulla di esageratamente caotico – e credetemi, perché sono una di quelle persone che odia il caos, la folla e la confusione!

Koh Samui - Chaweng Beach

Koh Samui

A modo suo, la Thailandia mi ha conquistata tutta, da Bangkok alle isole. In ogni albergo in cui ho messo piede mi sono sempre sentita a casa e credo di aver messo a dura prova la pazienza e la gentilezza dei thailandesi con le mie mille mila domande. Quando arrivava il momento di fare le valigie e cambiare meta, mi dispiaceva lasciare quell’angolino diventato casa anche per pochi giorni. 

Siamo tornati a casa, felici, orgogliosi e increduli di questo viaggio, consapevoli che il nostro non è stato un “addio” ma un semplice “arrivederci”. Perché la Thailandia ha ancora molto da regalarci e noi siamo già assetati delle sue bellezze e delle sue contraddizioni.

La mia promessa è quella di lasciare pezzi del mio cuore in giro per il mondo e penso di esserci riuscita abbastanza bene. Perché oltre ad un pezzo di cuore, lì in Thailandia, ho lasciato un pezzo del mio pigiama.
Prenditene cura, perché tornerò a prenderlo… o è solo una scusa per tornare.

 

6 Comments

  • vale

    Che meraviglia *-*
    forse, forse.. quest’inverno 🙂

    7 settembre 2016 at 4:26 PM
    • Alessia - Nata per Viaggiare
      Alessia Musella

      E’ una meraviglia si, Vale!!! L’inverno deve essere spettacolare, con la costa delle Andamane poi 🙂 mi dirai!

      9 settembre 2016 at 4:36 PM
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