Peschici insolita: 2 giorni tra natura, esperienze e cibo

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Sempre più spesso si cercano luoghi, esperienze fuori dalle rotte turistiche, insoliti e autentici. Forse siamo stanchi di quei posti da facciata sbrilluccicante e andiamo alla ricerca di storie, di esperienze, di quel contatto umano che dona a tutto un altro sapore.
Il Gargano è una terra selvaggia, è vero, non è per tutti e i paragoni vengono facili a chi non lo ha compreso davvero. Cosa bisogna fare per capirlo? Bisogna entrare in contatto con l’autenticità, come mi è successo durante i miei 2 giorni alla scoperta di Peschici grazie a Puglia Sweet Home.

Sfatiamo subito un mito: il Gargano non è fatto di solo mare. Ci sono numerosissime attività ed esperienze da vivere, persona da conoscere, tramonti da guardare, attività outdoor (canoa, sup, trekking, equitazione, quad etc…). Si possono trascorrere tranquillamente 2 giorni a Peschici senza fare mare.

Peschici, insieme a Vieste, è la cittadina più famosa e attiva del promontorio garganico. Il suo centro storico è famoso per i suoi vicoletti bianchi e cupoline azzure.
Che arriviate da sud o da nord, vi consiglio di percorrere l’autostrada A14 e prendere l’uscita “Lesina-Poggio Imperiale”, poi vi aspetta una meravigliosa strada panoramica tra laghi, mare e foreste.

Dove dormire a Peschici

Partiamo dalla base.
Antonella di “Puglia Sweet Home” ha una serie di casette e dependance a Peschici. Alcune nel nuovo centro cittadino, poco lontane da quello storico, altre affacciate sul mare.
Noi abbiamo soggiornato nell’ultima arrivata, quella che un tempo era l’alimentari della nonna, in un vecchio edificio di inizi ‘900 con la tipica volta a botte. L’appartamento è essenziale, camera e bagno finemente ristrutturati. Come la Peschici esterna, anche nell’appartamento domina il candido bianco della calce che fa contrasto con le meravigliose mattonelle.

Disponibile su Airbnb:Peschici: design room in centro

Esperienze da vivere a Peschici

• Visitare un trabucco non turistico

Quando Antonella mi ha detto “ti porto a visitare un trabucco non turistico”, ho iniziato ad elencarli tutti tra me e me, chiedendomi quale fosse. Beh, nessuno di quelli a mia conoscenza. Quindi non solo si tratta di un trabucco non turistico, ma anche sconosciuto agli autoctoni. Si tratta del trabucco Furcichella e prima che qualcuno me lo chieda, no, qui non si mangia. Si vive! A differenza dei più famosi, non è stato trasformato in ristorante; potete venire qui, nei mesi estivi ci sono Giuseppino e Michelina, due giovincelli di 90 anni. Giuseppino si muove su quegli scogli con un’agilità assurda, sinonimo che quei movimenti hanno sempre fatto parte di lui. Oltre ad occuparsi del trabucco, della pesca e della manutenzione, costruisce miniature in legno della sua macchina che, tra tutti quelli che ho visto, sembra essere il più grande. L’invito è: venite qui, fate due chiacchiere con loro e chissà che non vi ritroviate ad aiutare Giuseppino.

Come raggiungere: ingresso villaggio turistico M3

• Laboratorio di gelato artigianale

Mentre scrivo penso alla mia nuova definizione di gelato: mix tra arte e chimica. Sono una persona tremendamente curiosa e mi piace scoprire, capire cosa si cela dietro un prodotto. In questo modo, secondo me, si apprezza ancora di più. E così è stato grazie al laboratorio con la “gelateria Pina Gel”. La gelateria nasce negli anni ’80 con nonna Lucrezia e le dà il nome della figlia, Giuseppina “Pina”. Dal 2011 alla guida c’è Iginio, figlio di Giuseppina, occhio attento e curioso ricercatore del gusto e dell’errore. Sì, perché a volte gli errori possiamo anche cercarli. Il gelato non sarà perfetto al palato di un critico, ma lo sarà per come si era immaginato.

Ritornando al laboratorio. Abbiamo “costruito” il gelato da zero, siamo partiti dalla ricetta, dell’ingrediente chiave (i fioroni), il calcolo degli zuccheri e dell’acqua. Sapevi che esiste uno strumento per misurare gli zuccheri presenti nella frutta? Si chiama rifrattometro e misura in percentuale gli zuccheri, su cui poi si basa la ricetta. Non è mancato l’assaggio del sorbetto appena uscito dalla macchina, freddo ma caldo… una sensazione incredibile. La signora Pina ha tenuto a farmi fare la prova del gusto, assaggiando subito dopo un fico fresco e facendomi notare come il gusto non sia stato minimamente alterato.

I laboratori artigianali riprenderanno a settembre (sono sospesi nei mesi di Luglio e Agosto). Contattarli sulla pagina Facebook o Instragram “Pinagel”.

• Praticare yoga

Lo yoga ormai è una pratica che fa parte della mia vita da circa 2 anni e lo cerco anche in viaggio. Praticare nella natura, all’aperto, poi, permette di trarre maggior benefici. Ho avuto due esperienze totalmente diverse, in due ambienti totalmente diversi.

Yoga nella Foresta Umbra

Nello specifico nel prato dell’Elda Hotel, antico rifugio della foresta che ha riaperto i battenti lo scorso inverno dopo circa 80 anni. Mary, l’insegnante, è una ragazza dolcissima che pratica Vinasya e Hatha yoga, ha un passato da ballerina e così nascono i suoi flow. Ha una splendida visione di questo mondo, fatta di rispetto e gentilezza verso i diversi stili e approcci, cosa che mi ha colpito molto vista la tendenza a far credere che lo yoga sia di un unico tipo e con un’unica filosofia.

Per maggiori informazioni e/o prenotazioni contattare Mary sul suo profilo Instagram.

peschici, yoga in foresta umbra elda hotel

Yoga all’alba sulla piana di Sfinale

Ragazzi! La sveglia alle 4:15 ne è valsa assolutamente la pena. Ho scoperto in questa occasione la piana di Sfinale, tra Vieste e Peschici, e ne sono rimasta folgorata. Siamo arrivati quando il cielo iniziava ad illuminarsi e, dopo il riscaldamento iniziale, abbiamo iniziato il saluto al sole nello stesso momento in cui il sole inizia a sorgere dalle acque. Dal punto di vista energetico credo sia un luogo potente all’alba perché si ha alle spalle la luna calante e difronte il sole crescente.

L’insegnate in questo caso è Angela, guida turistica e insegnante yoga, una combo perfetta per chi vuol praticare ma conoscere anche il territorio. Subito dopo ci ha accompagnati in una passeggiata rigenerativa sulla piana alla scoperta della torre di Sfinale. In realtà ci ha fatto anche una sorpresa. Durante la sessione si sentivano dei campanacci. Una volta finito, alle 6:20 circa, ci ha portati da quei campanacci e dal loro pastore. Era Giuseppe che stava mungendo le sue capre. Abbiamo chiacchierato mentre lavorava e dopo ci ha invitato in casa per un caffè e così ci siamo ritrovati tutti, perfetti sconosciuti, a condividere l’inizio di un nuovo giorno davanti ad un caffè.

E se vi dicessi che Angela ha origini peschiciane, è nata a Ginevra e non ha mai vissuto a Peschici (se non durante le vacanze estive) ma ha sentito comunque il richiamo di questa terra e si è stabilita qui?

Angela può essere contattata all’indirizzo email [email protected] per una ricca esperienza yoga+conoscenza del territorio.

Souvenir da Peschici

Chi non desidera portare a casa un ricordo dalle vacanze? Tutti, senza esclusioni. Sicuramente le esperienze lasciano una bella impronta sul cuore e sulla mente, ma siamo un po’ “materialisti”. Però possiamo essere materialisti buoni. Personalmente non amo i gingilli da mettere sugli scaffali, piuttosto scelgo qualcosa che possa essermi utile nella quotidianità e pezzi d’artigianato, così da aiutare le botteghe locali. Ne sono l’esempio l’anello che comprai in Cambogia e il bracciale di legno di cocco in Thailandia 2 anni fa.

Ceramiche Frammichele

Una delle poche botteghe artigiane rimaste nel centro storico di Peschici. Si tratta dei fratelli Rocco e Peppino, artigiani autodidatti. Nella loro botteguccia hanno tutto quello di cui hanno bisogno: impastatrice, tornio, forno, le loro mani e tantissima fantasia. Qui si può veder prendere forma il proprio souvenir e cosa c’è di più speciale di un pezzo unico nel suo genere? Vi sfido ad entrare e scegliere in 2 minuti un pezzo da portar via. È impossibile, si rimane ammaliati da tutta la bellezza.

Indirizzo: Via Forno, 22 – Peschici

Consiglio: sono un’amante del recupero e ho notato che molti peschiciani usano come portachiavi il galleggiante delle reti, fatto di una sorta di polistirolo. Mi hanno detto che il mare, di solito, li porta sulla spiaggia quindi… se durante una camminata ci si imbatte in uno di questi, potrà diventare un bel souvenir.

peschici souvenir riciclo

Dove mangiare a Peschici

Pronti ad una sfilza di localini e bontà?

• Paposceria “La Piazzetta”

Questo locale lo avevamo scoperto già lo scorso settembre e abbiamo confermato la prima impressione. Paposce davvero buone, fragranti, l’ambiente è informale e racchiuso, appunto, nella piazzetta.
La mia preferita non può non essere la “Caciocavallo” col pomodoro fresco.

Se avete stomaci forti e volete un ultima sfida, ordinate la paposcia alla nutella.

Indirizzo: Via Malacera, 1

• Lido “La Paranza” da Lina

Si trova nella baia di San Nicola, perfetto per una giornata di mare. Ci si rilassa durante il giorno e poi si va da Lina a pranzare. Lina la mattina si alza, prepara il super banco con gli antipasti, le strascinate, le cozze ripiene, le torte e chi più ne ha più ne metta. Abbiamo fatto una bella chiacchierata mentre le sue mani, automatiche e disinvolte, impastavano e “strascinavano”, una donna dall’animo forte e positivo, tutto l’amore lo mette nei suoi piatti. Ha esordito dicendomi “io non sono gourmet”, ma la freschezza e la genuinità dei suoi piatti valgono molto di più. Chissà che Lina non si sieda al tavolo per quattro chiacchiere o il caffè finale.

Ah! Lo vedo perfetto anche alla sera, con le lucine, la spiaggia, la luna e una bella atmosfera giovane e romantica.

Indirizzo: spiaggia di San Nicola, percorrere la stessa strada del Trabucco da Mimì, parcheggiare e scendere tramite il sentiero sulla spiaggia.

• Ristorante Eden

Se si cerca un’ambiente raffinato ed elegante, l’Eden è il posto perfetto per una cena romantica sulla spiaggia. Sì, perché si trova proprio sulla spiaggia della baia di Peschici. Atmosfera rilassata, menù totalmente di mare con proposte interessanti, particolarmente famoso per la sua grigliata di pesce. La cena è iniziata con un gin tonic fatto con un gin pugliese all’acqua di mare, per poi proseguire con un piatto di gamberi alla griglia marinati in lime e zenzero per Mario e seppie grigliate condite con olio, limone e sale per me. Se non si vuol cenare, invece, è possibile anche sorseggiare un bel calice di vino o un cocktail al tramonto.

Per chiudere una vacanza o per un’occasione speciale, appuntatevi l’Eden.

Indirizzo: Via Spiaggia, 41

• Gelateria Pina Gel

Come già accennato sopra, Pina gel è un’ottima gelateria artigianale. Se frequenterete il loro laboratorio, saprete apprezzare ancor di più questo gelato e la passione di Iginio nel farlo. I gusti seguono semplicemente la stagionalità: se domani arrivano le amarene, ci sarà il gelato, altrimenti no. Il punto vendita si trova a due passi dal centro storico e, dal 2015, Iginio ha deciso di mettere su tre ruote la gelateria, nasce così l’Ape Gelateria che gira per tutta Peschici (al momento è fissa davanti la gelateria).

Indirizzo: Corso Umberto Primo, 7

peschici in 2 giorni, gelateria pinagel

• La Cornetteria di Via Castello

Siete super golosi, avete bisogno di una bella coccola prima di andare a dormire e cosa si fa? Si entra nel centro storico e si va alla Cornetteria di Via Castello, piccolina ma piena di dolcezza di ogni forma, colore e dimensione. Ci siamo coccolati con una crêpes alla nutella e cioccolato bianco, seduti sulle scalette di fronte e goduti quel momento.

Indirizzo: Via Castello, 11

Cosa fare nei dintorni?

Se si hanno a disposizione più giorni si possono raggiungere le Isole Tremiti in giornata, andare alla scoperta delle spiagge più belle del Gargano o ancora fare qualche passeggiata nella natura e trekking.

Da Peschici abbiamo raggiunto Vico del Gargano in circa 30 minuti di macchina. Un paesino arroccato nella zona più interna del promontorio, il paesino dell’amore visto che, da più di 400 anni, San Valentino è il suo patrono. Per questo motivo il 14 febbraio è particolarmente sentito qui e la festa patronale si trasforma in un evento che richiama persone da ogni dove. Il paese viene decorato con cuori e corone d’arance (prodotto IGP), la leggenda narra che, il succo delle arance vichesi, sia un elisir d’amore, capace di rendere più forte e duratura l’unione della coppia.

Oppure fare una tappa al Lago di Varano, al primo templio di quello che sarà il Pantheon del Gargano. Alessandro Tricarico, foto-reportista della Capitanata, ha creato questo splendido progetto per valorizzare i luoghi abbandonati della nostra terra, trasformando le persone in divinità. I suoi murales sono in carta, un materiale effimero che ha alle sue spalle un unico invito: non procrastinare. Le cose belle, d’altronde, non durano per sempre no? Il dio del primo templio è Peppino, pescatore e trabuccolante di Peschici:

“Lui è Peppino, Dio della spuma di mare, delle stelle e protettore delle murene.
Dio notturno, capace di grande misericordia e temibile vendetta.
Dotato di forza sovrumana, con una carezza può spazzare via le nuvole e causare maremoti.
Quando sorride, invece, le cicale si zittiscono negli uliveti.”

Come raggiungere: https://goo.gl/maps/bvQRdcDcoBEh8whe8

lago di varano, pantheon del gargano alessandro tricarico

*Supplied by Puglia Sweet Home

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